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PROPOSTE DI MODIFICA AL DISEGNO DI LEGGE PRESENTATO DAL GOVERNO E MODIFICHE INDISPENSABILI ALLA LEGGE REGIONALE N. 33/97 SUGGERITE DALL'A.S.C.N.

EMENDAMENTI AL DISEGNO DI LEGGE PRESENTATO DAL GOVERNO.

ART. 5

L'articolo 5 del disegno di legge presentato dal Governo, è abrogato. 

 ART. 8

L'articolo 17, comma 6), è sostituito dal seguente:

6) Nei centri privati di riproduzione di fauna selvatica allo stato naturale, organizzati in forma di azienda agricola, di cui all'articolo 38 commi 1, 6 e 8 ove è vietato l'esercizio dell'attività venatoria, è consentito il prelievo di specie animali allevati appartenenti a specie cacciabili da parte del titolare dell'impresa agricola o di dipendenti della medesima.

 ART. 13

1. l'articolo 22, comma 2), è sostituito   dal   seguente:

2) “Le zone costituite in ambiti territoriali di caccia hanno dimensioni sub provinciali; il numero degli ambiti territoriali di caccia (ATC) è stabilito in due ambiti territoriali di caccia per ciascuna provincia e sono delimitati ove possibile dai confini naturali, manufatti, strade o da rilevanti opere determinate e individuabili.  

ART. 14  

all’articolo 22 comma 3), ultimo periodo dopo la parola "ambiti" aggiungere il seguente:

“L’indice massimo per ogni ambito territoriale di caccia, in ogni caso, non può essere superiore del 10 per cento all’indice di cui al comma 3 dell’art. 14 della legge 11 febbraio 1992, n.157.”

ART. 15

l'articolo 22, comma 5, lettera a), è sostituito dal seguente:

a)  "Per l'assegnazione degli ambiti territoriali di caccia (ATC), si osservano le seguenti disposizioni: "Il cacciatore ha diritto d'accesso nell'ambito territoriale di caccia di residenza; ha altresì la possibilità, comunicando la propria scelta, di accedere ad altri cinque ambiti territoriali di caccia della Regione, fino al raggiungimento in essi della densità massima di cui al comma 3, con l’obbligo della partecipazione economica e secondo l’ordine cronologico di comunicazione; a parità di condizione cronologica prevalgono le seguenti priorità:

1) essere residenti nella Provincia ove ricade l’ambito;

2) essere proprietari, possessori o conduttori d'immobili inclusi nell’ambito;

3) svolgere l’attività lavorativa nell’ambito territoriale;

4) essere residenti in ambiti limitrofi;

5) essere nati in Comuni ricadenti nell’ambito.

ART. 16

l’al'articolo 22, comma 5, lettera b), è sostituito dal seguente:

b) Entro il 31 dicembre di ciascun anno, il cacciatore, comunica, alle ripartizioni faunistico-venatorie operanti nelle province in cui ricadono, gli ambiti territoriali di caccia, oltre a quello di residenza, in cui intende esercitare l’attività venatoria. Entro quindici giorni dalla chiusura dell’esercizio venatorio, le ripartizioni comunicano al competente gruppo dell’Assessorato regionale dell’agricoltura e delle foreste i dati utili a determinare gli indici di densità massima per l’anno successivo. Entro il 30 aprile L’Assessorato regionale per l’agricoltura e le foreste comunica, per le successive determinazioni alle ripartizioni faunistico-venatorie, il numero massimo dei cacciatori ammissibili in ciascun ambito territoriale di caccia prevedendo una riserva del 10 per cento a favore di cacciatori provenienti da altre regioni nell’ambito del principio di reciprocità. Le ripartizioni faunistico-venatorie provvedono a trasmettere entro il 30 maggio per la pubblicazione, ai comuni della propria provincia, tutti gli elenchi nominativi di ammissione negli ambiti territoriali di caccia prescelti, oltre quello di residenza. Il comune di residenza riporta sul tesserino regionale gli ambiti territoriali di caccia assegnati, comunicandone alle competenti Ripartizioni faunistico-venatorie. Per i cacciatori che non fanno pervenire nei termini prescritti la propria scelta, s’intende confermata la scelta dell’anno precedente, il diritto è acquisito previa esibizione o invio a mezzo posta entro il 31 giugno, della copia dell’avvenuto versamento per l’anno in corso relativa alla tassa di cui all’art. 30, comma 1 della presente legge. Le Ripartizioni integrano gli elenchi con i nominativi aventi diritto fino al raggiungimento del numero massimo ammissibile e li trasmettono ai comuni entro il 31 luglio.  

ART. 17

l’articolo 22, comma 5, lettera d), è sostituito dal seguente:

d) Entro il 31 dicembre di ciascun anno, il cacciatore di altra regione comunica all’Assessorato regionale per l’agricoltura e le foreste, l’ambito territoriale di caccia in cui intende esercitare l’attività venatoria; ha diritto di accesso ad un solo ambito, fino al raggiungimento del limite di cui alla lettera b, secondo l’ordine di cronologico di comunicazione e previo pagamento della tassa di concessione regionale.

ART. 18

l'articolo 22, comma 7), è sostituito dal seguente:

Per la stagione venatoria 2000-2001 valgono le seguenti norme transitorie:

 a) i cacciatori regionali possono, oltre all’ATC in cui ricade il comune di residenza, comunicare, entro quindici giorni dalla pubblicazione della presente legge, alle ripartizioni faunistico venatorie competenti, gli altri ambiti territoriali di caccia in cui intendono esercitare l’attività venatoria, per un numero non superiore a cinque, con priorità, per quelli ricadenti nella provincia di residenza, rispetto ai cacciatori di altre province.

ART. 19

L'articolo 26, comma 6, presentato dal Governo, deve essere abrogato.

ART. 20

L'articolo 32, comma 9) ultimo periodo sostituire "da lire 100.000 a lire 600.000" con: "Da lire 50.000 a lire 150.000".

ART. 21

L'articolo 32 comma 9 bis) ultimo periodo sostituire "da lire 150.000 a lire 900.000" con: "Da lire 50.000 a lire 150.000".

 

EMENDAMENTI DA PRESENTARE A MODIFICA DI ALCUNI ARTICOLI DELLA LEGGE REGIONALE 33/97.

All'articolo 22, comma 5) aggiungere la seguente lettera aa:

aa) Nel periodo tra il 1° ottobre e il 30 novembre, ai soli cacciatori residenti in Sicilia, per un numero complessivo di venti giornate e limitatamente alla fauna selvatica migratoria è consentito l’esercizio della caccia oltre che all'interno dell'ambito territoriale di caccia di residenza anche negli altri ambiti della Regione.

All'articolo 22, comma 5, lettera c) della legge regionale 1 settembre 1997 n. 33, è sostituito dal seguente:

Gli organi di gestione degli ambiti territoriali di caccia hanno la facoltà di proporre l'ammissione nei rispettivi territori un numero di cacciatori superiore a quello fissato dall'indice di densità venatoria, con delibera motivata e previo accertamento e valutazione d'incremento della popolazione faunistica, il numero massimo dei cacciatori ammissibili non può mai superare l'indice minimo di densità venatoria di cui all'art. 14, comma 3, della legge 157/92.

  All'articolo 28, comma 7) della legge regionale 1 settembre 1997 n. 33, ultimo periodo dopo la parola modificazione è aggiunto il seguente testo:

 7) "su richiesta dell'interessato, viene iscritto anche in sopranumero negli ambiti territoriali di caccia assegnati al cacciatore che lo accompagnerà nei dodici mesi successivi al conseguimento della prima licenza".

All'articolo 30, comma 1) della legge regionale 1 settembre 1997 n. 33, è sostituito dal presente:

1 1)  " Ai sensi dell'art. 23 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, per il perseguimento delle finalità della presente legge, è istituita la tassa di concessione regionale per l'esercizio venatorio, l'importo è fissato nella misura annua del 50 per cento della tassa di concessione governativa nazionale per l'ambito di caccia di residenza. L'importo della partecipazione economica per ogni ulteriore ambito territoriale di caccia prescelto non di residenza, aumenta del 10 percento rispetto alla tassa regionale. Le partecipazioni economiche e la tassa regionale, saranno versate al finanziamento dei capitoli di spesa di cui all'art. 51.

 All’articolo 41) della legge regionale 1 settembre 1997 n. 33, è aggiunto il seguente:

 Ante 1) Cinquanta giorni prima dell’apertura della stagione venatoria, con esclusione del martedì e venerdì, e comunque fino a giorni sette prima della data di apertura della caccia, l’allenamento e l’addestramento dei cani da caccia può essere svolto dal cacciatore solo sul territorio dell’ATC nel quale ha diritto d’accesso, con esclusione delle aree vietate all’attività venatoria. E’ comunque vietato a meno di metri 200 dal confine delle oasi, riserve naturali, allevamenti di selvaggina, zone di ripopolamento e cattura, con il limite per ogni cacciatore di non più di due cani da ferma o da seguita. Durante l’addestramento, il cane deve essere costantemente sorvegliato dal proprietario, o da un suo incaricato che ne assume la responsabilità, adottando adeguate cautele.

 
 
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