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Finalmente i nostri sforzi cominciano a dare i primi risultati con i necessari chiarimenti del Direttore Sanitario dell'USL3 di Catania, speriamo che anche le altre USL mostrino altrettanta correttezza e mettano fine a questo assurdo pasticcio.

 

USL3

AZIENDA UNITA' SANITARIA LOCALE N°3

 

Catania       - 8 LUG. 2003

 

                                                                 

                                                    -    Capo Servizio Medicina    Legale

                                              -    Capo Settore Salute Mentale

                                      -   

                                               -    Direttori dei Distretti Sanitari

              e p.c.       -    Direttore Generale

                                         -    Direttore Amministrativo

                              -    Capo Settore ASB

                                                                                                Loro Sedi

 

Oggetto : Certificazione Medico Legale per concessione o rinnovo porto d'anni.

 

Tenuto conto della nota prot. n.344/03 con la quale il Capo Servizio Medicina Legale impartisce disposizioni agli Uffici Periferici afferenti relativamente all'oggetto, ed alla nota prot. n.2464/03 di pari oggetto del Capo Settore S.M., appare utile formulare nel merito alcuni chiarimenti, anche a seguito delle informazioni assunte per le vie brevi con i competenti Uffici detta Prefettura.

La normativa vigente in materia non impone alcun accertamento preventivo specialistico, ne tanto meno la visita psichiatrica od il profilo psicologico, ai fini del rilascio detta certificazione di idoneità alla detenzione ed all'uso di armi da fuoco, per attività sportive, venatorie o per difesa personale.

I recenti accadimenti cruenti di certo consigliano una più attenta valutazione delle singole fattispecie, riservando eventuali accertamenti aggiuntivi ai casi dubbi e meritevoli di approfondimento.

Fermo restando che la normativa attuale prevede che il Medico Legale certifichi sulla base del Certificato Anamnestico redatto dal Medico curante e delle risultanze della diretta osservazione e visita dell'istante, si precisa che resta nella esclusiva responsabilità del certificante ogni decisione e che ulteriori accertamenti specialistici non possono essere ritenuti estensivi ed obbligatori.

Si confida, pertanto, nell'equilibrio e nella professionalità dei Medici Legali allo scopo di evitare inutili appesantimenti delle procedure, destinate solo a provocare le reazioni dei Cittadini e delle associazioni venatorie, pur riservando la dovuta attenzione ai singoli casi, anche nella considerazione che già gli Uffici dei Medici Militari hanno assunto funzione sostitutiva, con ciò determinando anche una notevole perdita economica per la mancata introitazione degli onorari .previsti, oltre ad un danno di immagine per l'Azienda.

            Il Direttore Sanitario                                                                Il Direttore Generale

         Dott. C. Romano                                                                      Dott. G. Ragona

Le direttive ministeriali, causa prima del pasticcio e da molti considerate un vero e proprio abuso, comunque, escludono dall'obbligo di presentare la certificazione coloro che l'hanno già presentata nei 12 mesi precedenti, pertanto chi è in possesso di Licenza di Porto di Pistola o altra Licenza soggetta a rinnovo annuale non devono in ogni caso presentare alcun certificato ma informare l'autorità di P.S. dei fatti. 

(fac-simile)

Data

Al Dirigente l’Ufficio di P.S.

-------------      

e p.c. Al Comando Stazione dei CC.

    -------------

 

Oggetto: prescrizione di esibire certificazione sanitaria di idoneità psico-fisica al maneggio delle armi.

 

PREMESSO

che in data ......... mi è stata notificata, tramite il Comando Stazione dei CC. di ........., prescrizione di esibire certificazione sanitaria di idoneità psico-fisica al maneggio delle armi, in ottemperanza alle “direttive del Superiore Ministero dell’Interno”.

CONSIDERATO

che le direttive richiamate prevedono l’esibizione della predetta certificazione sanitaria “se non già fatto nei dodici mesi precedenti”;

che il sottoscritto è titolare di licenza di porto di pistola per difesa personale, la quale è soggetta a rinnovo annuale;

CHIEDE

che la suddetta prescrizione venga annullata, non rientrando nel numero dei soggetti previsti dalle già richiamate direttive, avendo esibito la certificazione sanitaria in oggetto nei dodici mesi precedenti.

OVVERO

se Ella ritiene che debba, comunque, prendere visione di detta certificazione sanitaria, è mio dovere informarla che la stessa è già in possesso della P.A., essendo stata da me esibita, in occasione dell’ultimo rinnovo della licenza di porto di pistola, ottenuto in data ........., alla Prefettura di ............, Ufficio Porto d’Armi, al quale Ufficio, Ella potrà richiederla ai sensi e per gli effetti della Legge 127 del 15/05/1997 e successive modifiche.

Certo di un benevolo accoglimento della presente e sempre a disposizione per ulteriori chiarimenti, porgo distinti saluti.

Firma

LETTERA APERTA A TUTTI GLI ONOREVOLI PARLAMENTARI REGIONALI E NAZIONALI.

Oggetto: calendario venatorio e Commissioni d’esami venatori nella  regione Sicilia; Circolare del 9 e 20 maggio del Ministero degli Interni.  

 

           Continua a lasciarci sempre più perplessi il comportamento dell’Assessore per l’Agricoltura e le Foreste, On. Giuseppe Castiglione; in contrasto con il parere dell’I.N.F.S. e del Comitato regionale Faunistico Venatorio, ha deciso di ritardare l’apertura della stagione venatoria in Sicilia al 6 di settembre p.v.; infischiandosene delle richieste degli agricoltori di limitare i danni all’agricoltura da parte di alcune specie, non ha aperto la caccia allo storno in deroga, così come in tante altre regioni; non contento di aver istituito le Commissioni d’esami venatori con un ritardo, ingiustificato, di oltre 15 mesi, dopo nemmeno 6 mesi ha sospeso le Commissioni delle province di Catania, Messina ed Enna, disattendendo diverse ordinanze del TAR di Catania che gli 
intimavano di nominare i componenti necessari, al punto da rischiare l’incriminazione per interruzione di pubblico servizio; per non essere da meno, a lui si è aggiunto il Ministro degli Interni Giuseppe Pisanu che, con la sua Circolare, dimostrando una non comune capacità, è riuscito, con un sol colpo, ad impallinare oltre un milione di cittadini Italiani tra le schiere dei cacciatori, tiratori sportivi e detentori appassionati di armi. 

              I cacciatori si chiedono: ma i partiti della coalizione di centro destra, cui abbiamo accordato la nostra fiducia, non avevano promesso correttezza e giustizia al mondo venatorio?

Mah ?!!! al peggio non c’è mai fine.

               Nell’attesa di concrete risposte, i cacciatori attendono.

                                                                                            Il Presidente

                                                                                  Dr. Francesco Lo Cascio  

Palermo, lì 27/06/2003  

                                                                                             Palermo, lì 04/06/2003

Prot. n° 18/05 Lf

                                                                           Preg.mo On.Ministro

                                                                           Giuseppe Pisanu

                                                                           c/o  Dipartimento della Pubblica Sicurezza

                                                                           Piazza Viminale, 1

                                                                           00100 Roma

 

Oggetto: circolare Ministeriale del 05/05 e 20/05/2003

              Preg.mo On. Ministro,

faccio seguito alla mia lettera del 19/05/2003 che allego in copia, per informarLa delle temute conseguenze in merito all’interpretazione in sede locale, (Sicilia), della sua circolare del 9 e 20 maggio u.s.

              Di fatto, non si riesce più ad ottenere il rinnovo od il rilascio di un qualsiasi porto d’armi, il motivo? Quello che io ho definito “il panico della P.A.”.

              Gli uffici non tengono più conto delle varie autocertificazioni ed aspettano, imperterrite, gli originali dei vari certificati, ricevuti i quali, provvedono ad una certosina ricerca del classico pelo nell’uovo; fanno caso a sé le informative richieste alle autorità locali, rimaste particolarmente impressionate dalla frase: “Ogni qualificata segnalazione di eventi o condotte che possano far dubitare, anche per indizi, del possesso o della permanenza dei requisiti di affidabilità richiesti dalla norma…” che, interpretata, significa: se qualcuno riferisce di aver sentito dire da qualcun altro che Tizio ha detto: “Piove, governo ladro”, frase poco ricorrente in Sicilia per scarsa pioggia, Tizio va definito socialmente pericoloso, con tutte le conseguenze del caso.

              Quanto sopra non è un’esagerazione, infatti, è già accaduto che, in un piccolo centro della provincia di Catania, due tizi in auto abbiano litigato per futili motivi ad un incrocio, litigio verbale senza alcuna conseguenza né fisica né di altro tipo, la notizia, adeguatamente gonfiata date le dimensioni della cittadina, è giunta alle orecchie dei locali carabinieri che, senza perdere tempo, hanno provveduto al sequestro delle armi detenute legalmente a casa

              Atteso ché, il panico non risparmia nessuno, ne sono rimasti vittime anche i medici di diverse AUSL, che, per la solita certificazione sanitaria, hanno richiesto a tutti, indistintamente, visite specialiste psicologiche, psichiatriche, esami delle urine e del sangue; a parte le ovvie considerazioni di tale richiesta fatta indiscriminatamente, sul costo della stessa e sull’assurdità della richiesta fatta ad un Tizio che, ottenuto il rinnovo della patente di guida nei modi soliti, a distanza di 48 ore, si è visto richiedere la visita specialistica oculistica, la psicologica e la psichiatrica ecc. per il rinnovo del porto d’armi, vi sono conseguenze pratiche molto gravi; i Centri d’Igiene Mentale, non dimensionati per tale carico di lavoro, già alle prime decine di richieste, hanno iniziato a fissare prenotazioni per settembre ed oltre, ed è, ormai chiaro, che, se già prima non bastavano tre mesi, sommando le varie attese, per ottenere un rinnovo di porto d’armi, il tempo complessivo previsto raggiungerà e forse supererà l’anno; infine, se, come ho letto, si pensa di attuare tale norma con cadenza annuale, oltre all’ulteriore aggravio di spese ci sarà solo da piangere, da fare esclusivamente in privato, per evitare che qualcuno ci osservi e lo consideri segno di debolezza psichica ed incorrere ...

In particolare, ritengo assolutamente urgente ed inderogabile porre l’attenzione sui seguenti punti:

o       Le visite specialistiche vanno prescritte solo in casi molto particolari ed alla presenza di obiettive esigenze avvertite e segnalate dal medico di famiglia.

o       Nei casi ove il medico di famiglia non ravvisi obiettive necessità che peraltro è obbligato a segnalare nel certificato anamnestico preliminare, il cacciatore, si sottoporrà ad accertamento delle condizioni psicofisiche avvalendosi delle strutture pubbliche o Ufficiali sanitari, canali che si sono percorsi ad ogni rinnovo o primo rilascio con ottima distribuzione dei carichi.

o       I rinnovi ed i rilasci dei vari porto d’armi devono avere la precedenza sul controllo straordinaria in corso.

o       Non è accettabile che un porto d’armi non venga rinnovato perché Tizio non ha pagato una contravvenzione 20 anni fa e ce né si accorga solo adesso.

o       Ritengo non adeguate alla politica di questo Governo cui vanta uno stato democratico che molti dovrebbero prendere ad esempio, adottare sistemi di segnalazioni anche per indizi, con modalità degne del peggior stato di polizia.

o       Le modalità di sottoporsi a controllo medico previste dal Decreto Legge emanato dal Ministero della Sanità il 28/04/1998, non possono essere disconosciute da possibili interpretazioni di chi legge la sua circolare, senza avere valutato attentamente la presenza di adeguate strutture sanitarie pubbliche che, nella più rosea aspettativa, ci porta a delle prenotazioni che vanno da 120 a 150 giorni.

      Certo Sig. Ministro, che lei condividerà le mie preoccupazioni e quelle di tutti i cacciatori che mi onoro di rappresentare; confidando nel suo personale interessamento ed alla logica del suo partito che fino ad oggi ha dimostrato di essere garante della giustizia ed onestà, colgo l’occasione per porgere distinti saluti.      

                                                                                              Il Presidente

                                                                                  Dr. Francesco Lo Cascio

Palermo, li 19/05/2003                              

                                                 Al Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri

                                                          Al Sig. Vice Presidente del Consiglio dei Ministri

    Al Sig. Ministro dell’Interno   

                                      Al Sig. Ministro delle Politiche Agricole e Forestali

                                                         Ai Sig. Prefetti delle Province regionali siciliane

 Oggetto: licenza di porto d’armi e detenzione armi.

              Nella qualità di cacciatore e presidente dell’Associazione Siciliana Caccia e Natura, mi permetto di scriverVi in merito ai recenti fatti di cronaca, in cui due cittadini, uno Siciliano e l’altro Lombardo, hanno utilizzato armi in loro possesso per consumare delle azioni scellerate ai danni di altri cittadini.

              Purtroppo, alla gravità dei fatti sono seguite reazioni, sia giornalistiche sia politiche, per le quali mi vedo costretto a rivolgermi alle SS.VV. al fine di esprimere un’opinione, nella speranza di avere conforto, relativamente alle misure da adottare, misure auspicate da molti politici, che penalizzerebbero gratuitamente ed ingiustificatamente molti onesti ed integerrimi cittadini italiani.

              Come troppo sovente accade, i cacciatori e le categorie che per diletto, professione o necessità utilizzano armi (tiratori sportivi, guardie giurate, commercianti, rappresentanti di preziosi ecc.), pagano elevati prezzi sociali dettati dall’irrazionale emotività di alcune frange politiche o testate giornalistiche che con colpevole superficialità cercano soluzioni a dei pretesi problemi con falsi obiettivi, trovando dei rimedi che non sono risolutivi ma ledono irrimediabilmente la libertà della categoria a cui appartengo e la dignità sociale. Già una volta come rimedio per combattere la mafia si limitarono drasticamente i rilasci di porto d’armi per difesa personale agli onesti cittadini (come se i mafiosi o delinquenti comuni, nella più larga eccezione, chiedano porto d’armi o permessi vari per acquistare o detenere armi).

              Oggi per eliminare il problema di atti scellerati, si parla di sottoporre ai possessori di porto d’armi visite psichiatriche a cadenza annuale, al fine di evitare chissà quali disastri, e nel frattempo tutti i rilasci e rinnovi giacciono bloccati nelle diverse questure d’Italia. A tal proposito mi permetto chiederVi di trattare l’argomento con la razionalità che esso merita, senza che ancora una volta l’onesto cittadino paghi un prezzo salato per fatti che non lo coinvolgono direttamente.

              Considerato che le statistiche molto spesso sono utilizzate come motivo sufficiente a condannare, mi sia permesso di citarne qualcuno per meglio valutare gli eventi criminosi che ci vedono indirettamente coinvolti: in Italia esistono circa 800.000 porto d’armi per uso caccia, circa 100.000 porto d’armi per uso sportivo e difesa personale che sommati ai nuclei familiari che detengono legittimamente, sebbene a diverso titolo, armi in casa, portano ad un totale di circa 5.000.000 di persone in possesso di armi, mentre gli episodi “criminalizzati” sono per nostra fortuna solamente “2”, che rappresentano una percentuale dello 0,0000004% del totale.

              Io credo che, senza ulteriori certificazioni, le cifre riportate da sole bastino a stabilire che non vi sono i paventati pericoli di follie di massa che vedrebbero trasformata l’Italia in una fabbrica di TERMINATOR e ritenere inutili ulteriori inasprimenti legislativi su una regolamentazione che è tra le più severe ed efficienti d’Europa.

              Per quanto sopra esposto, Vi prego di volere intervenire al fine di riportare l’argomento nella sua giusta proporzione, dando conforto e garanzia alla sicurezza dei cittadini senza penalizzare una categoria troppo spesso usata come capro espiatorio.

              Mi sia consentito rendere evidente una delle preoccupazioni principali dei cittadini italiani riguardante la sicurezza e che l’impressione data dai mass media è che il cittadino medio, onesto e lavoratore ha meno considerazione che non i comuni delinquenti, per i quali si sviscerano i problemi psicologici, si cercano i diritti umani, si analizzano le condizioni nelle quali hanno trascorso la loro infanzia, ecc., e i diritti dei cittadini che nonostante la disoccupazione, famiglia, infanzia (tutti abbiamo un’infanzia), mentre gli onesti nonostante tutto, hanno mantenuto il loro senso civico, l’onestà, il senso del dovere, l’amore per la famiglia e per il lavoro dove sono i diritti di questi cittadini? No, alla persona onesta tutto questo le è negato, è solamente concesso di subire la violenza dei criminali senza neanche la solidarietà delle istituzioni.

              Scusate lo sfogo, ma desidero esprimere uno stato d’animo che ritengo sia di tutti i cittadini onesti e denunciarVi nel frattempo che nutriamo la speranza che gli Onorevoli Parlamentari che guidano il paese, possano concretamente, trovare soluzioni che tengano in maggior conto le esigenze di benessere, sicurezza e giustizia.

              Certo del vostro sensibile e sereno interessamento, con l’occasione mi è gradito porgere deferenti saluti.

                                                                                              Il Presidente

                                                                                Dr. Francesco Lo Cascio   

Palermo, lì 05/05/2003

        Preg.mo

                                                      On. Assessore Giuseppe Castiglione

                                                              C/o Assessorato Agricoltura e le Foreste

                                            Viale Regione Siciliana, 2675

                      90145 Palermo 

Oggetto: Calendario Venatorio 2003/2004

         Riteniamo nostro dovere portare alla sua attenzione quanto segue:

         In diversi Comitati Provinciali Faunistico-Venatorio della Sicilia, è stato dato parere favorevole da parte dei rappresentanti dell’A.S.C.N. e di altre associazioni venatorie di permettere l’uso del furetto nel periodo compreso tra il 1° di settembre ed il 13 di dicembre, le motivazioni che hanno portato a tale decisione, sono valide e pertanto condivisibili, cosa del resto, da noi già esternata anche nel 2002.

         Ci permettiamo porre alla sua cortese attenzione, una categoria di cacciatori che, praticano l’esercizio venatorio alle pendici dell’Etna accompagnandosi a questo ausiliare che, oltre ai legami storico-culturale, è indispensabile per la morfologia del terreno, pena l’impossibilità di svolgere l’attività venatoria.

         Tale necessità è evidente a chiunque conosca anche solo superficialmente il terreno lavico (“la sciara”) e quindi non contestabile, inoltre, tali cacciatori, già fortemente penalizzati dalla presenza del Parco dell’Etna, Oasi ed altri divieti che sottraggono oltre il 67% del territorio cacciabile, impediscono che un’eccessiva presenza del coniglio provochi gravi danni alle colture agricole, evitando la gravissima situazione venutasi a creare nell’interno del Parco dell’Etna, con danni calcolati in Miliardi di Lire.

         Ultimo, non per importanza, riteniamo che i cacciatori che praticano l’attività venatoria rispettosi delle leggi, non meritano un ulteriore trattamento così discriminante che, di fatto, toglierebbe loro oltre un mese di attività venatoria.

         Visto e considerato quanto sopra esposto, le chiediamo di voler tenerne conto nella stesura del Calendario Venatorio per l’anno 2003-2004, permettendo l’utilizzo del furetto per la caccia al coniglio, limitatamente all’attività venatoria svolta negli anfratti lavici dell’Etna, nel periodo compreso tra il 1° settembre e il 13 dicembre.

         Inoltre, siamo certi che condividerà le gravi preoccupazioni degli agricoltori di tutta la Sicilia per i notevoli danni che la massiccia presenza di Storni ha causato alle loro produzioni.

         Considerando che la nuova normativa nazionale, attualmente in vigore, permette che sia autorizzata la caccia a quelle specie causa di danni all’agricoltura, siamo certi che non vorrà sottrarsi alle sue competenze e porrà rimedio a tale preoccupante situazione.

            Certi che considererà meritevole d’attenzione tale richiesta, con l’occasione voglia gradire distinti saluti.

                                                                                             Il Presidente

                                                                                  Dott. Francesco Lo Cascio

 
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