ASSOCIAZIONE SICILIANA CACCIA E NATURA
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LETTERA APERTA A TUTTI I PARLAMENTARI DI CAMERA E SENATO

     Apprendiamo dell’ennesimo rinvio in XIII Commissione della modifica della legge sulla caccia 157/92 voluto dagli Onorevoli: Preda (DS), Rava (DS), Sediolo (DS), Marcora (Marg.) e Lion (VERDI). Questo copione recitato da tanti Onorevoli da parecchi anni, ci fa ricordare che, per anni siamo stati volutamente divisi dal sistema, mentre i lavoratori dipendenti accusavano quelli autonomi d’evasione fiscale, l'anticaccia accusava i cacciatori di sterminio, i cittadini che per necessità costruivano una casa erano definiti abusivi e costretti a pagare condoni e tasse da capogiro, mentre c’era chi sperperava danaro pubblico e intascava tangenti alla faccia dei contribuenti.

     Con l’avvicendamento dei diversi Governi regionali e Nazionale, per il popolo dei cacciatori s’iniziarono a confezionare pacchetti di divieti e tagli come appresso:

1)   L’apertura della stagione venatoria dal 15 agosto fu spostata all'ultima domenica d'agosto;

2)   Successivamente la chiusura della stagione venatoria fu anticipata al 28 di febbraio;

3)   Per arrivare ai tempi nostri con la legge nazionale 157/92, i cui autori ringraziamo sentitamente, che per grazia ricevuta concede l'apertura la terza domenica di settembre e la chiusura al 31 gennaio e, come se ciò non bastasse, pone tutti i cacciatori agli arresti domiciliari "CHIAMANDOLI AMBITI TERRITORIALI DI CACCIA".

     Come si può definire tutto ciò: secessione, federalismo, democrazia o vergogna, quando vi sono casi di cacciatori nati in Piemonte o in Sicilia e residenti in altre Regioni per motivi di lavoro ai quali si vieta l’esercizio venatorio nel proprio paese d’origine perché legati ad un ambito territoriale di caccia nel luogo di residenza o, peggio, il padre non può recarsi a caccia assieme al proprio figlio perché non è stato ammesso nello stesso A.T.C. Ritengo in tutta fede che questa non si può chiamare giustizia, oppure i cacciatori non sono considerati cittadini Italiani?

     Tutto ciò è vergognoso e questo Governo non deve tollerare il persistere di questa logica e di leggi rivoltanti e vessatorie nei confronti del cacciatore che vede ancora una volta il rischio di non potere esercitare l'attività venatoria serenamente a causa di leggi assurde e pretestuosi ricorsi presentati da qualche integralista ambientale.

     Onorevoli Parlamentari, anno dopo anno, con un percorso quasi randagio, si è così realizzato un vasto affresco dove persone dotate di scabra, primitiva, normale o superiore sensibilità trovano in uno specifico e tradizionale rapporto con la natura risposta efficace alla condizione umana.

     Se appartenere ad una tradizione significa essere custodi di una costellazione di valori ed essere capaci di una messa a frutto della saggezza antica, i cittadini-cacciatori sono colpevoli di dare conto ad una tradizione accertata come dono.

     Per tali motivi i cacciatori Italiani, confidano nella correttezza personale e politica di ogni Parlamentare, affinché si riprenda urgentemente l'inizio dei lavori in commissione e l'approvazione finale della legge sulla caccia che rispetti i dettami esistenti in altri paesi di questa Europa Unita.

       Aspettando vigili, i cacciatori ringraziano.

                                                                                Il Presidente

                                                                      Dr. Francesco Lo Cascio

Onorevoli Parlamentari,

permettetemi una domanda: gli spagnoli, ai quali va la nostra stima, sono più europei di noi, oppure siamo noi che non sappiamo assolutamente far valere i nostri diritti?

Questa pubblicità è tratta dal numero di gennaio del periodico "DIANA" (ed. Olimpia)

 
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