ASSOCIAZIONE SICILIANA CACCIA E NATURA
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Roma, 11 febbraio 1999

Spett.le

Associazione Siciliana Caccia e Natura

Via Agostino Gallo, 46

90127 Palermo

 

 In allegato trasmetto il testo della interrogazione da me presentata sulla vicenda relativa alla sospensione del calendario venatorio da parte della terza sezione del TAR dì Catania. Non appena avrò la risposta, sarà mia cura farvela pervenire.

Rimango a Vostra disposizione per ulteriori iniziative e colgo l'occasione per porgerVi i miei più cordiali saluti

On. Nino Lo Presti

 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro di Grazia e Giustizia ed al Ministro di Grazia e Giustizia. Per sapere - premesso che:

in data 28 settembre 1998 alcune associazioni ambientaliste hanno proposto ricorso giurisdizionale davanti al TAR. della Calabria contro il decreto 2226 del 15 giugno 1998 con cui l'Assessorato all'Agricoltura e alle Foreste della Regione Sicilia aveva approvato -ai sensi della L.R. 33/97 - il calendario venatorio per la stagione 1998-99;

in seguito alla rimessione degli atti, da parte del TAR. della Calabria che aveva escluso la sussistenza di inderogabile urgenza di pronuncia cautelare, alla sezione di Palermo del Tribunale amministrativo regionale della Sicilia, e quest'ultimo, con ordinanza n.1852/98 del 516 novembre 1998 ha respinto la richiesta di sospensione, in data 16 novembre 1998 le associazioni ambientaliste hanno nuovamente impugnato il medesimo atto davanti alla sezione dì Catania dei TAR, deducendo la pretesa incostituzionalità della L.R. 33197;

con istanza dell'1 dicembre 1998 prot. 13183 la competente avvocatura distrettuale ha richiesta l'adozione dei provvedimenti di cui all'art.32. comma Il della L.1034171, Chiedendo l'immediata trasmissione degli atti alla competente sede di Palermo, ma l'istanza non è stata esaminata e la segretaria della sezione catanese del TAR, su sollecitazione della difesa dell'Amministrazione ha comunicato che il Presidente della terza sezione avrebbe deliberato sulla stessa sola dopo la conclusione della fase cautelare,

il 14 dicembre 1998 è stata fissata la Camera di Consiglio per la trattazione della sola richiesta di sospensione del calendario venatorio e, con procedura assolutamente inusuale, l'ordinanza di sospensione emessa è stata depositata in segreteria alle ore 12 del 23 dicembre 1998, ovvero ben sette giorni dopo l'adozione della stessa, non senza che, tuttavia, la stampa ne fosse informata con inusuale tempestività ed ancor prima dell'assessorato all'agricoltura e delle foreste (parte in giudizio), come dimostrato dal comunicato diffuso dall'agenzia ANSA lo stesso 23 dicembre su informativa delle stesse associazioni ambientaliste;

l'ordinanza dì sospensione del calendario venatorio è stata emessa prima del deposito dell'ordinanza di remissione alla Corte Costituzionale che ne rappresentava il dichiarato presupposto;

l'ordinanza con cui è stata accordata la sospensione "provvisoria e temporanea" degli atti, in attesa della disamina della questione di legittimità Costituzionale autonomamente sollevata, è stata poi annullata con ordinanza n. 33199 del Consiglio di giustizia amministrativa della Regione Sicilia, nella considerazione che presupposto inderogabile del giudizio fosse stato, indebitamente, la disapplicazione della normativa Vigente per presunto contrasto con norme costituzionali;

già in occasione della pubblicazione del calendario venatorio relativo alla stagione venatoria decorsa (1997/98) le medesime associazioni avevano proposto alla sezione catanese del T.A.R. della Sicilia identica censura di incostituzionalità e che l'ordinanza di sospensione, emessa da detto TAR. era stata successivamente annullata con motivazione identica dal C.G.A.R.S.,

i contenuti dell'ordinanza del dicembre 1997 erano stati comunicati all'assessore all'agricoltura e delle foreste prima ancora dell'effettivo deposito e comunque prima che vi provvedesse la segreteria con fax n. 10797 del 6 dicembre 1997 a firma del Presidente della M Sezione "ai fini delle doverose comunicazioni ai soggetti preposti alla vigilanza venatoria a norma degli artt. 27 e sg., 1. 11 febbraio 1992 n. 157";

non si può fare a meno di evidenziare le singolari modalità e, in particolar modo, i ritardi, con i quali, nell'uno e nell'altro caso, sì è data conoscenza dei provvedimenti cautelari, giacché, specie nel giudizio, relativo alla stagione venatoria 1998-99 la scelta di provvedere al deposito tardivo del provvedimento ha inciso in maniera determinante sulla stessa possibilità dell'Amministrazione di proporre appello con richiesta di anticipazione della trattazione, stante l'urgenza, in considerazione dei fatto che il periodo delle festività natalizie 1997 e 1998 costituivano, per il mondo venatorio, momento preminente di esercizio della caccia;

se i Ministri competenti non ravvisino nel comportamento del Presidente della Sezione Terza, e specificatamente in relazione al mancato deposito contestualmente all'ordinanza di sospensione del calendario venatorio 1998199 dell'ordinanza di remissione alla Corte Costituzionale che ne rappresentava dichiarato presupposto, al ritardato esame della richiesta da parte dell'avvocatura distrettuale di Catania di trasmissione degli atti alla sede di Palermo ed al ritardato deposito dell'ordinanza cautelare, un comportamento quantomeno inusuale e se non rinvengano elementi idonei a ritenere l'assenza di una serena posizione di terzietà da parte del Presidente sulle posizioni delle parti;

se i Ministri competenti non riscontrino elementi sufficienti a sostenere la necessità di una verifica ispettiva sul funzionamento dell'intera terza sezione della sede catanese del TAR della Sicilia

(Nino Lo Presti)                      (Enzo Fragalà)                     (Alberto Simeone)

 

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