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REPUBBLICA ITALIANA

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana in sede giurisdizionale, adunato in Camera di Consiglio con l'intervento dei Signori:

Alberto Berruti               Presidente

Cons. Raffaele Carboni Componente

Cons. Paolo Turco         Componente

Cons. Antonio Andò       Componente

Cons. Antonino Di Blasi  Componente, Est.

ha pronunciato la seguente

ORDINANZA

nella camera di consiglio del 20 gennaio 1999

visto l'art. 21 u.c. della legge 6 dicembre 1971 n. 1034,

concernente l'istituzione dei T.A.R.;

visto l'appello proposto da

ASSESSORATO AGRICOLTURA E FORESTE,

in persona dell'Assessore pro-tempore rappresentato e difeso dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato con domicilio eletto in Palermo via Alcide De Gasperi 8;

contro

LEGAMBIENTE - COMITATO REGIONALE SICILIANO, in

persona del legale rappresentante pro-tempore

ASSOCIAZIONE ITALIANA W.W.F. - DELEGAZIONE SICILIA,

in persona del legale rappresentante pro-tempore

LAV - LEGA ANTIVIVISEZIONE,

in persona del legale rappresentante pro-tempore

per l'annullamento

dell'ordinanza del T.A.R. per la Sicilia Sezione staccata di Catania (Sez. III) n. 3141/98 del 23 dicembre 1998, riguardante: calendario venatorio stagione 98199, che accoglie l'istanza di sospensione proposta in primo grado;

visto l'atto di appello e la documentazione allegata;

visto l'atto di costituzione in giudizio

udito il relatore Consigliere Antonino Di Blasi e udito altresì

per la parte appellante l'avv. dello Stato Dell'Aira;

Considerato che il TAR ha accolto l'istanza cautelare proposta dagli appellati in relazione ad alcuni profili di illegittimità costituzionale delle disposizioni contenute nella L.R. n. 33/1997 e successive modifiche per contrasto con l'art. 14 dello statuto regionale e con gli artt. 10 e 11 della Costituzione, con riferimento ai quali ha rimesso, con ordinanza che si afferma resa nella medesima camera di consiglio, la questione di legittimità alla Corte Costituzionale; considerato, quindi, che la disapplicazione della vigente normativa per presunto contrasto con norme costituzionali ha costituito presupposto indefettibile del giudizio reso in ordine alla sussistenza delle condizioni legittimanti la concessione della misura cautelare; ritenuto che, anche con riguardo a tale presupposto, alla stregua della documentazione in atti non si ritiene sussistano i prescritti requisiti per l'accoglimento della domanda di sospensione proposta nel giudizio di primo grado sia con riferimento al fumus che al danno grave ed irreparabile; che, oltretutto, quest'ultimo presupposto è da considerarsi insussistente sia in considerazione delle prescrizioni limitative dell'esercizio venatorio, originariamente imposte con gli stessi atti impugnati, sia pure perchè alla data dell'appellata ordinanza la regolamentazione della caccia, avuto riguardo ai tempi ed alle specie animali, era ormai talmente limitata da doversi escludere il pericolo di danno grave ed irreparabile denunziato dai ricorrenti; che, pertanto, l'impugnata decisione del TAR non può essere condivisa e va annullata;

P. Q. M.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione

Siciliana in sede giurisdizionale ACCOGLIE l’appello in epigrafe e,

per l'effetto, annulla l'impugnata ordinanza.

La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è

depositata presso la Segreteria della Sezione che provvederà a darne

comunicazione alle parti.

Palermo, 20 gennaio 1999

 

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