ASSOCIAZIONE SICILIANA CACCIA E NATURA
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DECRETO 22 novembre 2000.
Calendario venatorio 2000/2001.

L'ASSESSORE PER L'AGRICOLTURA E LE FORESTE

Visto lo Statuto della Regione;
Vista la legge regionale n. 33 del 1° settembre 1997, co-me modificata dalla legge regionale 31 agosto 1998, n. 15;
Visto il decreto presidenziale n. 160/IV/SGR del 7 luglio 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 35 del 28 luglio 2000 con il quale è stato emanato il "Piano regionale faunistico-venatorio 2000-2004";
Visto il decreto n. 1770 del 15 giugno 2000 con i relativi allegati "A" e "B" che regolamenta l'annata venatoria 2000/2001;
Visti i decreti n. 2573 del 13 luglio 2000 e n. 2750 del 27 luglio 2000 che modificano ed integrano in alcune parti gli allegati "A" e "B" del D.A. n. 1770 del 15 giugno 2000, anche alla luce delle risultanze del Comitato regionale faunistico-venatorio (verbale n. 18 del 29 giugno 2000) relativamente alla discussione riguardante la valutazione del parere dell'I.N.F.S. sul calendario venatorio 2000/2001 e le eventuali, conseguenti modificazioni da apportare al suddetto calendario venatorio;
Vista l'ordinanza del T.A.R. di Catania n. 2387/2000 con la quale è stato stabilito che l'Amministrazione regionale "deve provvedere con la massima tempestività ad approvare il calendario venatorio e delimitare gli ambiti territoriali di caccia, dando conto in modo puntuale e ragionato del proprio diverso avviso rispetto al parere ed ai criteri dell'I.N.F.S. onde impedire una situazione di stallo che si traduca in un pregiudizio grave ed irreparabile per i cacciatori e le associazioni controinteressate";
Visto il decreto presidenziale n. 250/GRIV/SGR del 21 novembre 2000 con il quale è stato riapprovato il Piano regionale faunistico-venatorio 2000-2004 nella parte relativa all'individuazione, delimitazione e descrizione degli ambiti territoriali di caccia;
Vista la nota 3546/T-A11 del 19 giugno 2000 con cui l'I.N.F.S. esprime il proprio parere sul calendario venatorio per la stagione 2000/2001;
Ritenuto di dover motivare, come prescrive la sopra menzionata sentenza n. 2387/2000 del T.A.R. di Catania le disposizioni contenute nel calendario venatorio in difformità al parere, obbligatorio ma non vincolante, dell'I.N.F.S.;
Considerato che le disposizioni contenute nel Calendario Venatorio si discostano, in alcuni casi, da quanto indicato dall'I.N.F.S. per le seguenti motivazioni:
Le attuali condizioni di fatto giustificano tuttora le diverse determinazioni assunte anche negli anni precedenti in ordine al parere reso dall'I.N.F.S. che si ripete puntualmente, pressocchè invariato, ad ogni stagione venatoria. In particolare, l'anticipazione del prelievo venatorio rispetto alla terza domenica di settembre è stata consentita per quelle specie e con le modalità previste nel "Piano regionale faunistico-venatorio 2000/2004", che fornisce giustificazioni adeguate e scientificamente valide e che costituisce unico strumento di pianificazione del territorio agro-silvo-pastorale regionale e di ogni intervento per la tutela della fauna selvatica.
Lo stesso I.N.F.S. con la nota n. 2133 del 14 aprile 2000 suggeriva di autorizzare le preaperture della stagione venatoria solo se previste nel Piano in questione. L'apertura anticipata della caccia per alcune specie migratorie quali colombaccio e merlo (apertura 2 settembre) è ampiamente supportata dal fatto che per le dette specie è stato registrato un notevole incremento negli ultimi anni, con una copertura faunistica in Sicilia quasi del 100%, come rilevato dalla relazione predisposta dal prof. Bruno Massa, docente della facoltà di agraria dell'Università degli studi di Palermo.
Per quanto riguarda la quaglia (apertura 10 settembre), non essendosi modificate le condizioni climatiche e la consistenza di detta specie dal 1998 ad oggi, l'anticipo di una decina di giorni del prelievo venatorio avviene a carico soprattutto delle popolazioni nidificanti in Sicilia, che si sono mantenute numericamente stabili, e quindi non compromette lo stato della specie, come si ricava dal parere reso dal prof. Angelo Messina del Dipartimento di biologia animale dell'Università degli studi di Catania datato 20 luglio 1998 e riconfermato attualmente dal prof. Giuseppe Asciuto della facoltà di agraria dell'Università degli studi di Palermo.
In ordine al coniglio selvatico l'Amministrazione ha stabilito l'anticipo della caccia al 2 settembre in base al parere espresso dal sopra citato prof. Messina e riconfermato dal prof. Asciuto con le stesse relazioni menzionate per la quaglia. A questo si aggiunge il parere della prof.ssa A. Bonanno della facoltà di agraria dell'Università degli studi di Palermo, formulato nel 1998 e riconfermato dalla stessa quest'anno. Risulta, infatti, che l'attività riproduttiva del coniglio, per le caratteristiche climatiche dell'isola, cessa nei mesi estivi, ragione per cui ai primi di settembre gli ultimi nati avranno un'età di 60 giorni ed avranno acquisito una completa autonomia; pertanto, in correlazione al ciclo riproduttivo, il prelievo venatorio può essere anticipato.
Per quanto riguarda la caccia alla selvaggina migratoria nell'ambito delle aziende agro-venatorie, all'art. 26 della legge regionale n. 33/97 è prevista "un'attività venatoria anche di tipo alternativo mediante l'immissione e l'abbattimento di fauna da allevamento". La legge regionale non intende quindi vietare la caccia alla selvaggina migratoria in tali aziende, ma, piuttosto, intende regolamentare quella alla fauna immessa.
Per quanto riguarda i suggerimenti dell'I.N.F.S. all'accoglimento dei quali, però, non veniva subordinato il parere favorevole dello stesso si evidenzia che:
- per la beccaccia non si è ritenuto di anticiparne la chiusura della caccia per la dimostrata stabilità delle popolazioni svernanti nella regione (vedi simposio di biologia e conservazione della beccaccia - 1995 - dal quale emerge che la chiusura della caccia al 31 gennaio non reca pregiudizio allo stato della specie);
- per quanto riguarda la caccia vagante con l'ausilio del cane, non si è ritenuto di limitarla alla data del 31 dicembre essendo la stessa consentita dall'art. 20 della legge regionale n. 33/97 anche oltre tale data, sia pure alle condizioni contenute nello stesso articolo;
- per quanto riguarda la caccia alla coturnice che l'I.N.F.S. consiglia di effettuare sulla base di piani di abbattimento per distretti nell'ambito del singoli A.T.C., subordinata e commisurata ai censimenti, l'Amministrazione ha accolto tale suggerimento, demandando alle Ripartizioni faunistico-venatorie la regolamentazione di detta caccia sulla base dei censimenti effettuati, censimenti resi obbligatori dalla legge regionale n. 33/97;
- per quanto riguarda l'indicazione di stabilire giornate fisse di caccia, questa non è stata accolta in quanto la legge regionale n. 33/97 prevede la formula delle giornate di caccia a libera scelta del cacciatore.
Ai sensi delle vigenti disposizioni:

Decreta:


Art. 1

I decreti n. 1770 del 15 giugno 2000, n. 2573 del 13 luglio 2000, n. 2750 del 27 luglio 2000 ed il calendario venatorio allegato al citato decreto n. 1770 del 15 giugno 2000 e successive modifiche sono annullati.

Art. 2

Con le valutazioni e le considerazioni contenute nella parte motiva e che si intendono qui integralmente trascritte, l'annata venatoria 2000/2001 è regolamentata dalle disposizioni contenute nell'allegato "A", che costituisce parte integrante del presente decreto.

Art. 3

Le zone del territorio agro-silvo-pastorale dove l'esercizio venatorio non è consentito, quelle riservate alla gestione venatoria privata e le zone dove l'attività venatoria è consentita in forma programmata, sono indicate nell'allegato "B", che costituisce parte integrante del presente decreto.

Art. 4

Il presente decreto sarà pubblicato, con l'esclusione dell'allegato "B", nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.
Palermo, 22 novembre 2000.
  CUFFARO 


Allegato A
CALENDARIO VENATORIO 2000/2001


Art. 1

Il Piano regionale faunistico-venatorio 2000/2004 individua i seguenti 23 ambiti territoriali di caccia:
Ambito territoriale di caccia di Agrigento 1 (AG1)
-  costituito dai territori comunali di Agrigento, Porto Empedocle, Realmonte, Siculiana, Montallegro, Cattolica Eraclea, Ribera, Sciacca, Menfi, Bivona, Lucca Sicula, Cianciana, Villafranca Sicula, Burgio, Caltabellotta, Sambuca di Sicilia, S. Margherita Belice, Montevago e Calamonaci.
Ambito territoriale di caccia di Agrigento 2 (AG2)
-  costituito dai territori comunali di: Alessandria della Rocca, Aragona, Camastra, Cammarata, Campobello di Licata, Canicattì, Casteltermini, Castrofilippo, Comitini, Favara, Grotte, Joppolo Jancaxio, Licata, Naro, Palma di Montechiaro, Racalmuto, Raffadali, Ravanusa, S. Biagio Platani, S. Giovanni Gemini, Santa Elisabetta, Sant'Angelo Muxaro, Santo Stefano Quisquina.
Ambito territoriale di caccia di Agrigento 3 (AG3)
-  comprende le isole Pelagie, costituite dai territori di Lampedusa, Linosa e Lampione.
Ambito territoriale di caccia di Caltanissetta 1 (CL1)
-  costituito dai territori comunali di Acquaviva Platani, Bompensiere, Caltanissetta, Campofranco, Delia, Marianopoli, Milena, Montedoro, Mussomeli, S. Caterina Villarmosa, S. Cataldo, Serradifalco, Sommatino, Sutera, Vallelunga Pratameno e Villalba.
Ambito territoriale di caccia di Caltanissetta 2 (CL2)
-  costituito dai territori comunali di Butera, Gela, Mazzarino, Niscerni e Riesi.
Ambito territoriale di caccia di Catania 1 (CT1)
-  costituito dai territori comunali di Aci Bonaccorsi, Aci Castello, Aci Catena, Acireale, Aci Sant'Antonio, Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Calatabiano, Camporotondo Etneo, Castel di Judica, Castiglione di Sicilia, Catania, Fiumefreddo di Sicilia, Giarre, Gravina di Catania, Linguaglossa, Maletto, Maniace, Mascali, Mascalucia, Militello in Val di Catania, Milo, Mineo, Misterbianco, Motta Sant'Anastasia, Nicolosi, Palagonia, Paternò, Pedara, Piedimonte Etneo, Raddusa, Ragalna, Ramacca, Randazzo, Riposto, S. Giovanni La Punta, S. Gregorio di Catania, S. Pietro Clarenza, Sant'Agata Li Battiati, Sant'Alfio, Santa Maria di Licodia, Santa Venerina, Scordia, Trecastagni, Tremestieri Etneo, Valverde, Viagrande, Zafferana Etnea.
Ambito territoriale di caccia di Catania 2 (CT2)
-  costituito dai territori comunali di Caltagirone, Grammichele, Licodia Eubea, Mazzarrone, Mirabella Imbaccari, San Cono, S. Michele di Ganzaria e Vizzini.
Ambito territoriale di caccia di Enna 1 (EN1)
-  costituito dai territori comunali di Agira, Assoro, Catenanuova, Centuripe, Cerami, Gagliano Castelferrato, Leonforte, Nicosia, Regalbuto, Sperlinga, Nissoria e Troina.
Ambito territoriale di caccia di Enna 2 (N2)
-  costituito dai territori comunali di Enna, Calascibetta, Valguarnera Caropepe, Aidone, Piazza Armerina, Barrafranca, Pietraperzia e Villarosa.
Ambito territoriale di caccia di Messina 1 (ME1)
-  costituito dai territori comunali di Acquedolci, Alcara Li Fusi, Capizzi, Capo d'Orlando, Capri Leone, Caronia, Castel di Lucio, Castell'Umberto, Cesarò, Frazzanò, Galati Mamertino, Longi, Militello Rosmarino, Mirto, Mistretta, Motta d'Affermo, Naso, Pettineo, Reitano, San Fratello, S. Marco d'Alunzio, S. Salvatore di Fitalia, Sant'Agata di Militello, San Teodoro, Santo Stefano di Camastra, Torrenova, Tortorici, Tusa.
Ambito territoriale di caccia di Messina 2 (ME2)
-  costituito dai territori comunali di Alì, Alì Terme, Antillo, Barcellona Pozzo di Gotto, Basicò, Brolo, Casalvecchio Siculo, Castelmola, Castroreale, Condrò, Falcone, Ficarra, Fiumedinisi, Floresta, Fondachelli Fantina, Forza d'Agrò, Francavilla di Sicilia, Furci Siculo, Furnari, Gaggi, Gallodoro, Giardini Naxos, Gioiosa Marea, Graniti, Gualtieri Sicaminò, Itala, Letojanni, Librizzi, Limina, Malvagna, Mandanici, Mazzarò Sant'Andrea, Merì, Messina, Milazzo, Moio Alcantara, Monforte San Giorgio, Mongiuffi Melia, Montagnareale, Montalbano Elicona, Motta Camastra, Nizza di Sicilia, Novara di Sicilia, Oliveri, Pace del Mela, Pagliara, Patti, Piraino, Raccuia, Roccafiorita, Roccalumera, Roccavaldina, Roccella Valdemone, Rodì Milici, Rometta, San Filippo del Mela, San Pier Niceto, San Piero Patti, Santa Domenica Vittoria, Sant'Alessio Siculo, Santa Lucia del Mela, Sant'Angelo di Brolo, Santa Teresa di Riva, Saponara, Savoca, Scaletta Zanclea, Sinagra, Spadafora, Taormina, Terme Vigliatore, Torregrotta, Tripi, Ucria, Valdina, Venetico, Villafranca Tirrena.
Ambito territoriale di caccia di Messina 3 (ME3)
-  comprende le isole Eolie, costituite dalle isole di Lipari, Vulcano, Stromboli, Panarea, Alicudi e Filicudi, costituenti unico comune e l'isola di Salina con i comuni di Leni, Malfa e Santa Marina Salina.
Ambito territoriale di caccia di Palermo 1 (PA1)
-  costituito dai territori comunali di Altofone, Bagheria, Balestrate, Belmonte Mezzagno, Bisacquino, Bolognetta, Borgetto, Campofelice di Fitalia, Campofiorito, Camporeale, Capaci, Carini, Castronovo di Sicilia, Cefalà Diana, Chiusa Sclafani, Cinisi, Contessa Entellina, Corleone, Ficarazzi, Giardinello, Giuliana, Godrano, Isola delle Femmine, Lercara Friddi, Marineo, Mezzoiuso, Misilmeri, Monreale, Montelepre, Palazzo Adriano, Palermo, Partinico, Piana degli Albanesi, Prizzi, Roccamena, Roccapalumba, S. Cipirello, S. Giuseppe Jato, S. Cristina Gela, Santa Flavia, Terrasini, Torretta, Trappeto, Vicari, Villabate, Villafrati.
Ambito territoriale di caccia di Palermo 2 (PA2)
-  costituito dai territori comunali di Alia, Alimena, Aliminusa, Altavilla Milicia, Baucina, Blufi, Bompietro, Caccamo, Caltavuturo, Campofelice di Roccella, Castelbuono, Casteldaccia, Castellana Sicula, Cefalù, Cerda, Ciminna, Collesano, Gangi, Geraci Siculo, Gratteri, Isnello, Lascari, Monte Maggiore Belsito, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Polizzi Generosa, Pollina, S. Mauro Castelverde, Sciara, Scillato, Scafani Bagni, Termini Imerese, Trabia, Valledolmo, Ventimiglia di Sicilia, Resuttano.
Ambito territoriale di caccia di Palermo 3 (PA3)
-  costituito dall'intero territorio dell'isola di Ustica.
Ambito territoriale di caccia di Ragusa 1 (RG1)
-  costituito dai territori comunali di Acate, Chiaromonte Gulfi, Comiso, Giarratana, Monterosso Almo, Ragusa, Santa Croce Camerina e Vittoria.
Ambito territoriale di caccia di Ragusa 2 (RG2)
-  costituito dai territori comunali di Ispica, Pozzallo, Modica e Scicli.
Ambito territoriale di caccia di Siracusa 1 (SR1)
-  costituito dai territori comunali di Augusta, Buccheri, Buscemi, Carlentini, Cassaro, Ferla, Francofonte, Lentini, Melilli, Palazzolo Acreide, Floridia, Priolo Gargallo, Solarino e Sortino.
Ambito territoriale di caccia di Siracusa 2 (SR2)
-  costituito dai territori comunali di Avola, Canicattini Bagni, Noto, Pachino, Porto Palo di Capo Passero, Rosolini e Siracusa.
Ambito territoriale di caccia di Trapani 1 (TP1)
-  costituito dai territori comunali di S. Vito Lo Capo, Custonaci, Castellammare del Golfo, Alcamo, Buseto Palizzolo, Valderice, Erice, Trapani, Paceco, Calatafimi e Vita.
Ambito territoriale di caccia di Trapani 2 (TP2)
-  costituito dai territori comunali di Marsala, Petrosino, Mazara del Vallo, Salemi, Santa Ninfa, Castelvetrano, Campobello di Mazara, Partanna, Gibellina, Salaparuta e Poggioreale.
Ambito territoriale di caccia di Trapani 3 (TP3)
-  comprende le isole Egadi, costituite dai territori di Favignana, Marettimo e Levanzo.
Ambito territoriale di caccia di Trapani 4 (TP4)
-  comprende il territorio dell'isola di Pantelleria.

Art. 2

Negli ambiti di cui all'art. 1 l'esercizio venatorio è consentito nei giorni di sabato e di domenica e, a scelta del cacciatore, di lunedì o di mercoledì o di giovedì per i seguenti periodi e per le specie sotto elencate:
a)  dal 2 settembre 2000 al 16 dicembre 2000 incluso:
-  mammiferi: coniglio selvatico;
-  uccelli: tortora e merlo;
solo per la tortora, nell'arco temporale 2 settembre - 16 settembre, l'attività venatoria è consentita esclusivamente nei giorni 2, 3, 9 e 10 settembre;
b)  dal 2 settembre 2000 al 15 gennaio 2001 incluso:
-  uccelli: colombaccio;
c)  dal 17 settembre 2000 al 31 gennaio 2001 incluso:
-  uccelli: gazza, cesena, tordo bottaccio, tordo sassello, germano reale, folaga, gallinella d'acqua, canapiglia, moretta, porciglione, mestolone, alzavola, fischione, codone, moriglione, beccaccino, beccaccia, pavoncella;
-  fagiano solo nelle aziende faunistico-venatorie e nelle aziende agro-venatorie;
-  mammiferi: volpe;
d)  dal 10 settembre 2000 al 15 novembre incluso:
-  uccelli: quaglia;
e)  dal 1° ottobre 2000 al 27 novembre 2000 incluso:
-  uccelli: coturnice.
Per tale specie il prelievo venatorio sarà autorizzato e regolamentato dalle singole Ripartizioni faunistico-venatorie che, con apposito provvedimento da emanarsi entro il 15 settembre 2000, individueranno le zone dove sarà possibile cacciare la coturnice in ciascun A.T.C. di propria competenza, i giorni di attività venatoria all'interno dell'arco temporale sopra indicato ed il numero massimo di capi abbattibili per singola giornata e nell'intera stagione venatoria;
f)  dal 21 ottobre 2000 al 31 dicembre 2000 incluso:
-  uccelli: allodola;
g)  dal 1° novembre 2000 al 31 dicembre 2000 incluso: 

-  mammiferi: cinghiale, in questo periodo la caccia al cinghiale in battuta è consentita esclusivamente nel giorno di giovedì.
La caccia al cinghiale è vietata negli ambiti territoriali di caccia di EN1, EN2, CL1 e CL2.

Art. 3

Il cacciatore residente è autorizzato ad esercitare la caccia nell'ambito territoriale di caccia di residenza e negli ambiti territoriali nei quali è stato ammesso.
I cacciatori provenienti dalle altre regioni che siano stati ammessi ai sensi dell'art. 22 , comma 5°, lettera d) della legge regionale n. 33/97, possono esercitare l'attività venatoria nell'ambito territoriale di caccia di ammissione.

Art. 4

Nell'isola di Ustica (PA3) la caccia alle specie di cui alle lettere a), b), c) e d) del precedente articolo 1 è consentita dal 30 settembre 2000. Solo per il coniglio la chiusura della caccia verrà postergata al 31 dicembre 2000. Nella stessa isola, l'ingresso dei cani è limitato a n. 2 per cacciatore.
L'esercizio della caccia nelle ex zone di ripopolamento e cattura ricadenti nel territorio dei comuni di Piana degli Albanesi e Monreale (PA1), Prizzi (PA1), Lampedusa (AG3), Licata (AG2), Caltanissetta (CL1), Montalbano Elicona (ME2), Palazzolo Acreide, Cassaro e Sortino (SR1) è consentito dal 22 ottobre 2000.
Dal 1° gennaio 2001 al 31 gennaio 2001 incluso, l'esercizio venatorio può essere praticato nei boschi, nei seminativi arborati, negli uliveti privi di frutto pendente, negli acquitrini, corsi d'acqua e laghetti artificiali, anche se le acque risultano profonde oltre i tre metri, con l'ausilio dei soli cani da ferma ad eccezione della caccia alla volpe, per la quale potranno essere utilizzati cani da tana e da seguita. E' fatto obbligo al cacciatore di raggiungere le località con l'arma in custodia, purché scarica o smontata.

Art. 5

Il cacciatore può abbattere complessivamente per ogni giornata 15 capi di selvaggina. Fermo restando il limite massimo giornaliero di 15 capi, il cacciatore deve rispettare le ulteriori limitazioni per le singole specie di seguito riportate:
  Selvaggina migratoria | Limite massimo giornaliero 
Quaglia  15 con il tetto massimo di 50 capi annui 
Beccaccia  13 con il tetto massimo di 20 capi annui 
Tortora e allodola  10 
"Palmipedi" e/o "trampolieri"  15 

(germano reale, alzavola, fischione, codone, moriglione, gallinella d'acqua, folaga, pavoncella, canapiglia, moretta, porciglione, mestolone e beccaccino)
  Selvaggina stanziale | Limite massimo giornaliero 
Coniglio 

Coturnice (secondo le disposizioni della Ripartizione faunistico-venatoria competente
Cinghiale 

Per la selvaggina stanziale sopra indicata il numero dei capi abbattuti giornalmente non può essere comunque superiore a tre, fermi restando i limiti giornalieri per ogni singola specie.
Nell'isola di Pantelleria (TP) il cacciatore può abbattere per ogni giornata di caccia e nel rispetto dei periodi consentiti e del limite massimo giornaliero di 15 capi, fino ad un massimo di 6 conigli selvatici.

Art. 6

La caccia è consentita da un'ora prima del sorgere del sole fino al tramonto.
Le ripartizioni faunistico-venatorie provvederanno alla divulgazione degli orari ufficiali nel territorio di propria competenza.

Art. 7

L'attività di addestramento e di allenamento dei cani da caccia può essere svolta, secondo le direttive dell'I.N.F.S. nel territorio cacciabile senza possibilità di sparo nelle tre settimane che precedono l'apertura della caccia alla selvaggina stanziale e con l'esclusione dei due giorni precedenti l'apertura stessa.
Le attività cinofile dovranno essere limitate ad un periodo giornaliero compreso tra un'ora dopo l'alba e le ore 12,00; non potranno essere, altresì, condotte in presenza di vegetazione bagnata.

Art. 8

L'uso del furetto per la caccia al coniglio selvatico munito di idonea ed efficiente museruola è consentito nel periodo compreso fra il 2 settembre e il 29 novembre 2000 incluso, soltanto nei territori dei comuni degli ambiti sub provinciali territoriali di caccia sotto elencati con le prescrizioni a fianco di ciascuno indicati:
-  ambiti territoriali di caccia AG1, AG2 e AG3: è consentito in tutto il territorio;
-  ambiti territoriali di caccia CL1 e CL2: è consentito in tutto il territorio ad esclusione dei seguenti comuni: Gela (CL2) Mazzarino (CL2) e Villalba (CL1);
-  ambiti territoriali di caccia CT1 e CT2: è consentito in tutto il territorio con esclusione dei comuni di Caltagirone (CT2), Mineo (CT1) e Mirabella Imbaccari (CT2);
-  ambiti territoriali di caccia PA1, PA2 e PA3: è consentito solo nei comuni di Caccamo (PA2), Roccamena (PA1), Sclafani Bagni (PA2) e Ustica (PA3);
-  ambiti territoriali di caccia TP1, TP2, TP3 e TP4: è consentito nel territorio dei seguenti comuni: Buseto Palizzolo (TP1), Campobello di Mazara (TP2), Castellammare del Golfo (TP1), Castelvetrano (TP2), Custonaci (TP1), Erice (TP1), Favignana (TP3), Gibellina (TP2), Marsala (TP2) (tranne nelle zone ricadenti fra la battigia e le strade provinciali Marsala-Trapani e Marsala-Petrosino), Mazara del Vallo (TP2), Paceco (TP1), Pantelleria (TP4), Partanna (TP2), Petrosino (TP2), Poggioreale (TP2), Salaparuta (TP2), Salemi (TP2), Santa Ninfa (TP2) (consentito esclusivamente nelle località: Molo, Mostra, Castellaccio, Buturro, Menta, Biviere, Mondura, Rampinzeri, Musuta, Mannirazzi e Zafferana), San Vito Lo Capo (TP1), Trapani (TP1) e Valderice (TP1).
L'uso del furetto è invece vietato in tutto il territorio degli ambiti territoriali di caccia: di EN1, EN2, ME1, ME2, ME3, RG1, RG2. SR1 ed SR2.
Durante l'esercizio venatorio è obbligatorio munire il furetto di idonea efficiente museruola.
E' severamente vietato portare e/o utilizzare il furetto nelle aree faunistico-venatorie nelle quali l'uso non ne sia consentito ai sensi del presente calendario venatorio.

Art. 9

La caccia al cinghiale in battuta viene regolata con provvedimento da emanarsi entro il 1° ottobre 2000 nel rispetto dei seguenti indirizzi generali:
-  possono essere autorizzate non più di cinque squadre a battuta per ambito territoriale di caccia contraddistinte con un numero distintivo, cui i cacciatori ammessi all'A.T.C. devono iscriversi;
-  le singole squadre per la caccia al cinghiale in battuta sono formate da un minimo di dieci ed un massimo di trentacinque cacciatori, fra cui devono essere previsti:
1)  il caposquadra per la caccia al cinghiale in battuta, il quale iscrive la squadra presso la ripartizione faunistico-venatoria, organizza e dirige la battuta, controlla il numero e l'elenco dei partecipanti alla battuta, cura l'apposizione dei cartelli segnalatori nella zona individuata per effettuare la battuta, controlla ed assegna le poste prima della battuta, controlla il numero dei capi abbattuti;
2) i cacciatori di cinghiale in squadra, i quali non devono abbandonare la posta assegnatagli dal caposquadra fino al segnale di fine battuta;
3) i conduttori di cani da traccia, i quali sono autorizzati al recupero dei capi feriti;
-  la caccia in battuta può avere inizio previa delimitazione della zona individuata con cartelli apposti un'ora prima dell'alba; l'inizio ed il termine della battuta deve essere segnalato da apposito avviso acustico udibile in tutta la zona interessata;
-  tutti i cacciatori partecipanti alla battuta devono portare ben visibile il distintivo della squadra e devono raggiungere le poste con l'arma scarica, i conduttori dei cani possono caricare l'arma solo al momento in cui la muta viene sciolta, tutte le armi devono essere scaricate al segnale di fine battuta.

Art. 10

Per la stagione venatoria 2000/2001 l'esercizio della caccia è altresì vietato nelle seguenti zone:
1) Foce del fiume Alcantara, ricadente in un'area che comprende i limiti di confine della provincia di Catania con quella di Messina e che è così delimitata:
per la provincia di Catania
-  nord: partendo dal punto centrale del ponte situato sul fiume Alcantara, lungo la S.P. 219 per Gaggi (ME), si percorre la linea ideale mediana del fiume che costituisce il confine tra le province di Catania e Messina fino a giungere al mare Ionio;
-  est: con mare Ionio prospiciente la spiaggia compresa tra la foce del fiume e la perpendicolare della S.P. 127 che, partendo dal Castello di S. Marco, procede verso ovest;
-  sud: dal castello di S. Marco e via S. Marco lungo la S.P. 127, attraversando la S.S. 114 superando il cavalcavia dell'autostrada CT-ME, entra nell'abitato del comune di Calatabiano e, percorrendo le vie Vittorio Veneto, Duomo, Cavour, si arriva fino ad un irto sentiero che circoscrive la base di una collina sulla cui sommità si ergono il castello Arabo-Normanno ed i due santuari di S. Filippo e della Madonna del Carmine. Percorrendo tale sentiero si giunge sulla S.P. 81, per Mitogio, che si percorre fino al bivio per Castrorao-Gaggi;
-  ovest: dal detto bivio percorrendo la S.P. 219, si giunge sul ponte situato sul fiume Alcantara;
per la provincia di Messina
-  nord: con la S.S. 114 che da Messina porta a Catania;
-  ovest: con il limite di confine delle due province;
-  sud: con lo stesso limite e per un tratto con il mare Ionio;
-  est: con la stradella che dal km. 54 della S.S. 114 attraversa le contrade Iannuzzo e Pietrenere e porta a mare;
2)  invaso ed area di pertinenza del bacino del lago di Piana degli Albanesi, ricadente nei territori comunali di Piana degli Albanesi (PA1) e di S. Cristina Gela (PA1) per la parte delimitata dalla linea di confine che parte dalla diga Guadalami, percorrendo verso la direzione nord il tratto della ex strada ferrata fino ad incontrare la nuova strada comunale, nella località Chiramita, si innesta nella S.P. 5 (Km. 25,5) nei pressi della segheria dei marmi, percorrendola fino al Fosso Maganoce (Km. 28,3) ed innestandosi con la stradella privata dell'Enel fino alla suddetta diga (punto di partenza) avente un perimetro di Km. 12;
3)  invaso idrico Faustina, contrada Faustina del comune di Castronovo di Sicilia (PA1), per una superficie di ettari 13 circa;
4)  località denominata Castellaccio, ricadente nel territorio del comune di Camastra (AG2) estesa ettari 50 circa per un perimetro di Km. 3,5 così delimitata: partendo dall'incrocio tra il limite territoriale Camastra-Naro e la strada comunale Campo Sportivo (contrada Balate) si prosegue per mt. 650 con direzione sud fino ad arrivare all'incrocio con la strada comunale Baldacchino, si prosegue ancora verso sud per mt. 450 fino ad arrivare all'incrocio con la strada Aria Lunga, quindi si svolta a sinistra con direzione nord-est, si percorre la stessa per Km. 1,8 fino al limite nord del predetto confine territoriale coincidente con una stradella in terra battuta, si imbocca la stessa, si prosegue per mt. 5.000 fino a chiudere al punto di partenza (campo sportivo). Località Bacino Lago Arancio ricadente nei territori comunali di Sambuca di Sicilia (AG1), Santa Margherita Belice (AG1) e Sciacca (AG1), delimitato dall'anello viario che lo circoscrive.
5)  zona comprendente le seguenti contrade: Annunziata, Serra Grande (sotto strada rotabile), Petralia (sopra la strada), Sifone, Calatraversa, Cuculunazzo, Decima, Scimandra, Soprapetralia, Lumbia, ricadenti nel territorio del comune di Castelmola (ME2);
6)  zona compresa tra Capo S. Alessio, Fondaco Parrino e Mustica, ricadenti nel territorio del comune di Forza d'Agrò (ME2);
7)  contrade San Nicola, Bunazzu e Nasca ricadenti nel territorio del comune di Villalba (CL1) dal 2 settembre 2000 al 2 novembre 2000 per motivi di sicurezza pubblica.
Le ripartizioni faunistico-venatorie competenti provvederanno a delimitare le zone sopra indicate con tabelle indicanti il divieto.
Lungo le principali rotte di migrazione dell'avifauna interessanti il territorio regionale, la caccia, se non altrimenti preclusa, è vietata nei valichi montani per una ampiezza complessiva di 1.000 metri coassiali al valico. Le ripartizioni faunistico-venatorie competenti provvederanno a dare divulgazione dei valichi montani interessati dalle principali rotte di migrazione.

Art. 11

Il cacciatore per l'esercizio venatorio deve essere munito - oltre che di licenza di porto di fucile per uso di caccia, di polizza assicurativa per la responsabilità civile verso terzi e di polizza assicurativa per infortuni correlata all'esercizio dell'attività venatoria con i massimali previsti dall'art. 17, commi 7 e 8, della legge regionale n. 33/97 - dell'apposito tesserino rilasciato gratuitamente dalla Regione siciliana tramite il comune di residenza.
La validità del tesserino rilasciato dalle altre regioni per l'esercizio della caccia nella Regione siciliana è subordinato al rispetto della vigente legislazione e del presente calendario venatorio ed in particolare al numero delle giornate settimanalmente consentite cumulabili ai fini del conteggio con quelle usufruite in altre regioni.
Il cacciatore deve annotare in modo indelebile negli appositi spazi del tesserino il giorno di caccia scelto all'inizio dell'attività venatoria giornaliera. Il cacciatore che va a caccia il lunedì non potrà andarvi il mercoledì né il giovedì della stessa settimana. In nessun caso il cacciatore può superare il numero complessivo di tre giornate di caccia per settimana. La settimana venatoria ha inizio il lunedì. Sul tesserino il cacciatore deve registrare i capi abbattuti nei modi previsti dall'art. 31, comma 10, della legge regionale n. 33/97.
L'attività venatoria deve essere praticata in via esclusiva nelle forme previste dalla legge regionale n. 33/97 mediante l'impiego dei mezzi consentiti dall'art. 13 della legge 11 febbraio 1992, n. 157.
I bossoli delle cartucce devono essere recuperati dal cacciatore e non lasciati sul luogo di caccia.

Art. 12

Le norme del presente calendario venatorio valgono anche nelle aziende faunistico-venatorie, entro i limiti dei rispettivi piani di abbattimento; nelle aziende agro-venatorie l'abbattimento della selvaggina migratoria, se previsto nel programma di massima di utilizzo delle specie, è ammesso secondo le prescrizioni del presente calendario venatorio; in dette aziende agro-venatorie l'abbattimento della fauna di allevamento immessa è consentito soltanto durante la stagione venatoria.
 
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