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RIPETIBILITA' DELL'ACQUISTO MUNIZIONI

CASS, SEZ. I, 1 dicembre 1993

L'obbligo di denuncia di cui all'art. 58 r.d. 6 maggio 1940 n. 635 (regolamento T.U.L.P.S.) è posto a carico del legittimo detentore di munizioni nella sola ipotesi di modificazione in aumento del quantitativo delle medesime rispetto a quello per il quale è autorizzato dalla competente autorità, mentre è esentato da detto obbligo - e la relativa omissione non è penalmente perseguibile nel caso che le munizioni legittimamente detenute subiscano una modificazione in decremento. (Fattispecie relativa ad annullamento senza rinvio di sentenza di condanna per avere l'imputato omesso denunciare l'avvenuta modificazione - dalle dieci regolarmente detenute alle tre rinvenute in corso di perquisizione - nella quantità delle cartucce in suo possesso).

 

Procura della Repubblica presso la Pretura circondariale di Verbania

Ill.mo Sig. Procuratore della Repubblica

Memoria

Nell'interesse di xxx con l'avv. xxx, difensore di fiducia, imputato del reato p. e p. dell'art. 38 T.U. e dall'art. 697 c.p., per aver acquistato numero 20 cartucce a palla calibro 270 W, senza averne fatta espressa denunzia.

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Il 5 novembre 1993 xxx veniva invitato a presentarsi presso la Stazione dei C.C. di Premosello Chiovenda ed a portare le cartucce a palla cal. 270 W, acquistate il giorno 23.6.1993 in Milano, presso l'Armeria xxx, senza aver fatto la denunzia di cui all'art. 38 T.U. ed all'art. 697 c.p.

Le suddette munizioni erano oggetto di sequestro ed inviate alla Cancelleria Penale della Pretura di Verbania, quale corpo di reato.

Il prevenuto contesta, fermamente, di aver tenuto un comportamento degno di qualsivoglia censura.

Infatti, fin dal 17.7.1983, con denunzia presentata ai C.C. di Premosello Chiovenda, registrata al n.16260 del fascicolo personale in pari data, ha dichiarato, nel rispetto della legge, la detenzione di n.50 cartucce, cal. 270 W, da destinare all'uso dell'arma in suo possesso, il cui acquisto, contestualmente, veniva denunziato.

E' noto che la suddetta norma e gli artt. n. 26, della L. 110/75 e 97 del R.D. n.635/1940, modificato dall'art. 5, L. 533/1977, consentono la detenzione fino a 1500 cartucce per fucile da caccia, nonchè 200 cartucce per pistola o rivoltella. La denunzia di armi e materie esplodenti allorché presentata all'autorità vincola il titolare a detenere cartucce del calibro indicato purché in numero inferiore o pari a quello riportato.

Non vi è necessariamente l'obbligo di denunziare di volta in volta l'acquisto e il consumo delle munizioni, del resto, destinate ad una categoria autorizzata ad esercitare il maneggio delle armi da fuoco durante il periodo venatorio; in aperta campagna, non tenuta per legge a dichiarare il numero di colpi deflagrati. L'art. 55 TULPS, del resto, impone solo agli esercenti fabbriche, depositi o rivendite di esplodenti di qualsiasi specie di tenere un registro delle operazioni giornaliere, con l'obbligo di comunicare mensilmente all'Ufficio di Polizia competente per territorio le generalità delle persone che hanno acquistato munizioni... la quantità... gli estremi dei titoli abilitativi all'acquisto.

Evidentemente, l'obbligo della denunzia d'acquisto, per le munizioni, una volta eseguita la primaria, ricade sul solo rivenditore.

A fronte della possibilità di detenere, previa denunzia, 1500 cartucce da caccia, xxx, dopo aver indicato la detenzione di un numero massimo di 50, si è limitato all'acquisto di sole n.20.

Appare, pertanto, illegittima la pretesa di imporre per ogni acquisto una denunzia in bollo all'autorità, quando lo stesso art. 97 R.D. n.635/1940 prevede l'obbligatorietà di una primaria denunzia, da eseguirsi una volta soltanto, purché esprima quantitativi nei limiti di quelli autorizzati. Si insta, pertanto, per l'archiviazione del procedimento penale susseguente al verbale di sequestro 5.11.1993 in odio al prevenuto e per il dissequestro di n.20 cartucce cal. 270 W, in quanto legalmente detenute.

Novara, 8 novembre 1993

CASS, SEZ. I, 9 luglio 1987

La detenzione di polvere da sparo sufficiente al confezionamento di non più di mille cartucce (nella specie, quattrocento), da parte di persona munita di porto d'armi e in possesso di fucile da caccia regolarmente denunciato, non configura, in virtù del disposto dell'art. 26, l. 18 aprile 1975, n. 110, l'ipotesi delittuosa di detenzione abusiva, di cui all'art. 2, l. 2 ottobre 1967, n. 895, né altra fattispecie criminosa, in quanto a tale detenzione difetta il carattere di illegalità, non sussistendo l'obbligo della denuncia stabilita dall'art. 38, tulps; né la non assoggettabilità all'obbligo di denuncia e la conseguente legittimità della detenzione possono essere validamente contestate sul rilievo che oggetto della detenzione non sono cartucce per fucile da caccia, bensì polvere da sparo. perché per munizioni - quando le stesse costituiscono l'armamento del fucile da caccia - deve intendersi tutto ciò che serve al confezionamento delle cartucce, e quindi anche la polvere da sparo.

 

 
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