ASSOCIAZIONE SICILIANA CACCIA E NATURA
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Ambiti Territoriali di Caccia
Specie cacciabili presenti nella provincia

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Messina, città della Sicilia (231.693 ab.), capoluogo. della prov. omonima (3247 km2, 646.871 ab.). Affacciata sullo stretto di Messina, nelle vicinanze di capo Peloro, di fronte alla costa calabra in corrispondenza di Villa San Giovanni, l'abitato si estende soprattutto lungo la zona costiera, raggiungendo, Allinterno le propaggini dei monti Peloritani.

La provincia, estesa nella sezione nordorientale dell'isola, nella zona costiera tirrenica a nord e in quella ionica a est, confina con le province di Palermo, Enna e Catania vi fa parte anche l'arcipelago delle isole Eolie (o Lipari). La provincia comprende un territorio in gran parte montuoso, interessato dai monti Peloritani e Nebrodi (o Caronie), che costituiscono due unità orografiche ben distinte, separate dal passo di Portella Pertusa. Le coste, che hanno uno sviluppo complessivo di 250 km ca., sono perlopie alte e impetuose; i golfi più rilevanti sono quelli tirrenici di Patti e di Milazzo, separati dal promontorio di Milazzo. I corsi d'acqua presentano un regime decisamente torrentizio, causato soprattutto dall'allineamento dei rilievi disposti parallelamente alle coste; l'unico fiume alimentato da fonti perenni è l'Alcantara, che segna parte dei confine con la provincia di Catania.

* Storia

La città di MAZARA fu fondata intorno al 724 a.C. con il nome greco di Zancle (cioè "falce", dalla forma della penisola che la racchiude) da Calcidesi provenienti da Cuma, da Nasso e dall'Eubea, ai quali, dopo la battaglia di Lade (494), si aggiunsero Ioni di Samo e dì altre regioni dell'Asia Minore Cacciato il tiranno Scite, s’impadronì della città Anassila di Reggio che la ripopolò con esuli provenienti dalla Messenia (da cui la città assunse il nuovo nome dì Messána o Messéne ) e che mantenne il potere sino al 461, quando la città poté infine riottenere l'indipendenza. MAZARA fu fondata intorno al 724 a.C. con il nome greco di Zancle (cioè "falce", dalla forma della penisola che la racchiude) da Calcidesi provenienti da Cuma, da Nasso e dall'Eubea, ai quali, dopo la battaglia di Lade (494), si aggiunsero Ioni di Samo e dì altre regioni dell'Asia Minore Cacciato il tiranno Scite, s’impadronì della città Anassila di Reggio che la ripopolò con esuli provenienti dalla Messenia (da cui la città assunse il nuovo nome dì Messána o Messéne ) e che mantenne il potere sino al 461, quando la città poté infine riottenere l'indipendenza. MAZARA fu fondata intorno al 724 a.C. con il nome greco di Zancle (cioè "falce", dalla forma della penisola che la racchiude) da Calcidesi provenienti da Cuma, da Nasso e dall'Eubea, ai quali, dopo la battaglia di Lade (494), si aggiunsero Ioni di Samo e dì altre regioni dell'Asia Minore Cacciato il tiranno Scite, s’impadronì della città Anassila di Reggio che la ripopolò con esuli provenienti dalla Messenia (da cui la città assunse il nuovo nome dì Messána o Messéne ) e che mantenne il potere sino al 461, quando la città poté infine riottenere l'indipendenza. MAZARA fu fondata intorno al 724 a.C. con il nome greco di Zancle (cioè "falce", dalla forma della penisola che la racchiude) da Calcidesi provenienti da Cuma, da Nasso e dall'Eubea, ai quali, dopo la battaglia di Lade (494), si aggiunsero Ioni di Samo e dì altre regioni dell'Asia Minore Cacciato il tiranno Scite, s’impadronì della città Anassila di Reggio che la ripopolò con esuli provenienti dalla Messenia (da cui la città assunse il nuovo nome dì Messána o Messéne ) e che mantenne il potere sino al 461, quando la città poté infine riottenere l'indipendenza. MAZARA fu fondata intorno al 724 a.C. con il nome greco di Zancle (cioè "falce", dalla forma della penisola che la racchiude) da Calcidesi provenienti da Cuma, da Nasso e dall'Eubea, ai quali, dopo la battaglia di Lade (494), si aggiunsero Ioni di Samo e dì altre regioni dell'Asia Minore Cacciato il tiranno Scite, s’impadronì della città Anassila di Reggio che la ripopolò con esuli provenienti dalla Messenia (da cui la città assunse il nuovo nome dì Messána o Messéne ) e che mantenne il potere sino al 461, quando la città poté infine riottenere l'indipendenza. MAZARA fu fondata intorno al 724 a.C. con il nome greco di Zancle (cioè "falce", dalla forma della penisola che la racchiude) da Calcidesi provenienti da Cuma, da Nasso e dall'Eubea, ai quali, dopo la battaglia di Lade (494), si aggiunsero Ioni di Samo e dì altre regioni dell'Asia Minore Cacciato il tiranno Scite, s’impadronì della città Anassila di Reggio che la ripopolò con esuli provenienti dalla Messenia (da cui la città assunse il nuovo nome dì Messána o Messéne ) e che mantenne il potere sino al 461, quando la città poté infine riottenere l'indipendenza.

Mazara fu teatro di aspre lotte tra la popolazione dei Dori e quella degli Ioni; prevalsero infine i primi, anche se la fazione ionica continuò ad avere una notevole forza come dimostra il comportamento incerto tenuto da MAZARA nella guerra scoppiata in Sicilia tra i coloni d’origine dorica e quelli di origine ionica (427). Nel 406 Mazara si schierò con Siracusa nella guerra contro Cartagine le cui forze, però, la occuparono e distrussero nel 396. Tre anni dopo una nuova invasione cartaginese venne scongiurata dal pronto intervento dei tiranno siracusano Dioniso. Alla morte di questi (367), succedette un periodo di anarchia durante il quale divennero tiranni della città dapprima Dione, quindi Ippone e da ultimo, nel 364, Timoleonte. Affermatosi in tutta l'isola lo strapotere di Agatocle, anche Mazara, dopo vani tentativi dì resistenza, fini per riconoscerne, l'autorità e sottomettersi (313). Morto Agatocle (289) s’impadronirono di Mazara i Mamertini, mercenari italici già al soldo dei defunto tiranno, finché nel 264, attaccati e sconfitti da Gerone, tiranno dì Siracusa, chiesero l'intervento di Cartagine. Timorosi, però, di rimanere a propria volta schiacciati dalla supremazia cartaginese, si rivolsero a Roma che, conquistata la città, la dichiarò immediatamente civitas foederata. Da quel momento ebbe inizio per MAZARA un periodo di grande prosperità che, seppure in misura inferiore, continuò anche in epoca imperiale.

Sede di un presidio goto al tempo di Teodorico (V sec. d.C.), Mazara passò poi sotto il dominio bizantino sino all'843, anno in cui fu occupata dagli Arabi: la dominazione araba durò sino al 1061, quando fu sostituita da quella normanna. Caduti i Normanni, che avevano particolarmente favorito la città concedendole ampi privilegi commerciali, poi riconfermati dall'imperatore Enrico Vi nel 1194, subentrarono gli Svevi che tuttavia né con Federico li (1232) né con Manfredi (1258) riuscirono ad attuare la loro politica accentratrice ed assolutistica dì fronte alle sempre vive istanze autonomistiche di MAZARA Fedele al partito angioino, Mazara si aggregò al movimento dei Vespro soltanto nell'aprile 1282, e cosi l'anno seguente Pietro III d'Aragona poté fare il suo ingresso in città dando inizio alla dominazione aragonese e poi spagnola durata sino ai primi anni dei XVIII sec. e interrotta solo per un decennio (1356-66) da un ritorno degli Angioini. I primi tempi della dominazione spagnola furono assai prosperi per la città, che però già nel corso dei XVII sec. ebbe i primi sintomi di un'acuta crisi economica che andò sempre più accentuandosi fino a sfociare nella violenta rivolta antispagnola dei 1674, sedata solo dopo quattro anni di assedio e di strenua resistenza sostenuta dall'intera città. Dopo la dominazione sabauda di Vittorio Amedeo 1 (1713-18), quella borbonica dì Filippo V (1718-19) e quella austriaca di Cado Vi (1720-34), nel 1735 Mazara passò sotto il dominio borbonico (che doveva durare sino al 1860) nella persona di Cado III di Borbone.

Centro della resistenza borbonica contro i Francesi di Napoli tra il 1806 ed il 1815, Mazara fini poi per subire le conseguenze dell’inetta politica commerciale attuata dal restaurato regime borbonico. In periodo risorgimentale, la città aderì ai moti rivoluzionari scoppiati a Napoli nel 1820-21, quindi fu protagonista di una fallita sommossa nel 1847 e infine nel 1848 si schierò a favore della rivolta palermitana resistendo ai durissimi bombardamenti dei generale C. Filangeri che riuscirono ad occuparla solo nel settembre dell'anno seguente. La cittadella di Mazara fu l'estremo baluardo dei Borboni contro le truppe dì G. Garibaidi, che riuscì infine a conquistarla il 12 marzo 1861. Devastata dal terribile terremoto dei 1908, MAZARA subì altri gravi danni a causa dei bombardamenti delle forze angio-americane durante l'ultimo conflitto mondiale (agosto 1943).

* Arte

Tra i monumenti della città di Mazara superstiti del terremoto dei 1908, pur se tutti in qualche modo ricostruiti o ricomposti sono il duomo normanno (X11 sec.), le chiese dell'Annunziata dei Catalani (seconda metà dei XII sec., rimaneggiata nel XIII), di Santa Maria degli Alemanni, gotica (primi decenni dei XIII sec.) e di San Francesco d'Assisi (1254), le fontane di Orione (1547) e dei Nettuno (1557), la chiesa di Sant'Elia, barocca (XVI I sec.), il forte San Salvatore (1546), il monastero di Montevergine (XVI sec.) e il settecentesco Palazzo Calapai Nei pressi della città, sorgono i resti dei monastero benedettine di Santa Maria della Valle o della Scala (con chiesa della fine dei XII-XIII sec., rimaneggiata nel XIV).

li Museo nazionale, istituito nel 1914, riunisce le opere dei Vecchio Museo civico e quelle salvate dopo il terremoto del 1908. Tra il materiale conservato, da ricordare i frammenti di un polittico di Antonello da Messina e due dipinti dei Caravaggio.

Capo d'Orlando, comune della Sicilia (11.948 ab.), in prov. di Messina, sul versante occidentale dei promontorio omonimo, sulla costa tirrenica.

 

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