ASSOCIAZIONE SICILIANA CACCIA E NATURA
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Siracusa, città della Sicilia (125.941 ab.), capoluogo della prov. omonima (2109 km2, 402.014 ab.). Situata sulla costa sudorientale dell'isola, in corrispondenza dell'isolotto di Ortigia, che uno stretto canale separa dalla terraferma, la città, oltreché sulla piccola isola, si è sviluppata ed estesa attorno ai due porti: quello Piccolo a nord, e quello Grande a sud, formando un compatto agglomerato. Alle sue spalle si apre una fertile piana leggermente ondulata e percorsa dai torrenti Anapo e Cavadonna.

La provincia, occupa gran parte dei versante orientale dei monti lblei sino ad affacciarsi sul mare dal lato meridionale e orientale Confina con le province di Ragusa e di Catania. Le coste che vanno da capo Santa Croce a capo Passero, si fanno frastagliati solo in corrispondenza dei rilievi incombenti sul litorale, dove si sono localizzati i due porti più importanti della provincia (Siracusa e Augusta); per il rimanente tratto la costa è bassa ed uniforme. Scarse sono le piogge, limitate al periodo invernale. Ne soffrono fiumi, tutti poveri d'acqua, a regime torrentizio (Tellaro, Anapo, Lentini e Cossibile). La popolazione si è accentrata in prevalenza, lungo il litorale e nei centri di Augusta, Lentini Avola, Pachino, Floridia

* Storia

Siracusa, fu fondata nel 734-733 a.C. da un gruppo di coloni, guidati dal corinzio, Archia, che si stabili sull'isolotto di Ortigia, già occupato da popolazioni indigene; in seguito al nucleo, originario sì aggiunsero altri quartieri sulla terraferma. Il suo rapido sviluppo commerciale le permise di fondare a sua volta colonie, tra cui Acre (664), Casmene (644), Camarina (598). Governata nel V sec. da un'aristocrazia dì (gamóroi, proprietari terrieri nel 485 passò sotto la signoria dì Gelone, tiranno dì Gela, che, intervenuto in aiuto degli aristocratici, cacciati da una sommossa popolare, si proclamò tiranno, e trapiantò a SIRACUSA, gli abitanti d Gela, Camarina e Megara Iblea, fermando nel frattempo l'espansione dei Cartaginesi sconfiggendoli ad Imera (480). Nel 478-477 gli succedette il fratello Gerone 1°, che governò sino al 466; in questo periodo SIRACUSA, conobbe un grande splendore economico (la vittoria di Cuma sugli Etruschi, 474, assicurò a SIRACUSA, la supremazia commerciale sul Tirreno meridionale), politico e culturale (la corte di Gerone ospitò tra gli altri Pindaro, Bacchilide, Eschilo ed Epicarmo).Con il suo successore Trasibulo (466-465) ebbe termine la tirannide dei Dinomenidi, e SIRACUSA, si diede un ordinamento democratico, rinunciando all'egemonia sulle altre città greche della Sicilia. Dopo la sconfitta inflitta agli Etruschi e ai Siculi raccoltisi intorno a Ducezio (450), Siracusa, entrò in contrasto con Atene, le cui mire espansionistiche mai si accordavano con il predominio commerciale siracusano nel Mediterraneo occidentale. Il contrasto sfociò in una vera e propria lotta armata nel corso della guerra dei Peloponneso, quando Atene inviò contro SIRACUSA, un corpo di spedizione che fu sconfitto dai Siracusani, alleatisi con Sparta (415-413).

Sul finire dei secolo, di fronte ad una ripresa dell'espansionismo cartaginese, SIRACUSA, scelse come stratego autocratore Dionisio I il Vecchio, il quale si proclamò tiranno nel 405, respinse i Cartaginesi nella parte occidentale dell'isola e ottenne la supremazia sui resto della Sicilia e su parte dell’Italia meridionale. La tirannide di Dionisio 1 (405-367) segnò per SIRACUSA, un nuovo periodo di fioritura che ebbe però termine con il suo successore Dionisio. Il Giovane (367-344), il quale fu spodestato per due volte, nel 356 da Dione e definitivamente nel 345-344 dal corinzio Timoleone, chiamato in aiuto dai Siracusani. Costui riorganizzò la città su basi democratiche ponendola a capo dì una lega di città siceliote, e sconfisse i Cartaginesi; ma Siracusa, tornò alla tirannide con Agatocle (317-289), il quale riprese la politica espansionistica dei suoi predecessori. Alla morte di Agatocle vi fu un nuovo periodo di lotte intestine, che si conclusero con l'intervento di Gerone li (265-215), il quale si proclamò re; entrato in contrasto con i Mamertini (265 ca.), fu coinvolto nella prima guerra punica, ma, alleatosi con Roma (263), riuscì a mantenersi lontano dal conflitto. Ma il suo successore Geronimo (215-214) si alleò con Cartagine, provocando l'intervento dei Romani, che, malgrado Siracusa potesse contare sull'aiuto dei grande scienziato Archimede, occuparono e saccheggiarono la città (212). Sede dei governatore della provincia romana di Sicilia, SIRACUSA, fu economicamente fiorente sino alle guerre servili e alle spoliazioni dì Verre (i sec. a.C.); divenuta colonia romana nel 21 a.C., fu uno dei principali centri di diffusione dei cristianesimo in Sicilia Occupata per breve tempo dai Franchi (280 d.C.), passò in seguito ai Goti (493); riconquistata a Bisanzio da Belisario (535), fu residenza dell'imperatore Costante II (663). Sottomessa dagli Arabi nell'878, tornò all'impero Bizantino nel 1038-40; nel 1085 fu conquistata dai Normanni nel 1204 da Pisa e poco dopo da Genova. Riconquistata da Federico li, si schierò con gli Aragonesi, resistendo a un lungo assedio angioino (1298) e ottenendo numerosi privilegi. Passata al demanio nel 1538, nel 1647 appoggiò gli insorti palermitani, ma rimase fedele alla Spagna durante i moti messinesi dei 1675. Conquistata da Carlo III di Borbone nel 1735, si ribellò invano al dominio borbonico nel 1837, e prese parte ai moti del 1848; nel 1860 (3.9) scacciò definitivamente i Borbone e fu annessa al Regno d'Italia. Dopo la guerra italo-turca dei 1911-12 Siracusa, divenne il principale porto per il commercio con la Libia. Durante la seconda guerra mondiale fu bombardata dagli Angio-Americani e dopo lo sbarco alleato dei luglio 1943 dai Tedeschi.

* Arte

Conserva numerosi resti archeologici dì età greca (tempio arcaico di Apollo o di Artemide, VII-VI sec. a.C.; tempio dorico di Atena, V. sec. a.C.; le latomie, grandiosi scavi da cui si ricavava il materiale da costruzione; teatro, V sec. a.C.) e romana (anfiteatro, 111-1V sec. d.C.). La città medievale è praticamente tutta raccolta nell'isoletta di Ortigia. Tra i monumenti più importanti dei periodo gotico sono il castello Maniace e la chiesa di San Giovanni Battista; dei XIV e XV sec. sono numerosi i palazzi ben conservati (Montalto, casa Migliaccio e soprattutto Bellomo) e chiese in seguito modificate (San Francesco, dei Carmine, San Cristoforo). Dei periodo rinascimentale sono il Palazzo Arcivescovile (rifacimento di un edificio dei primo gotico) e la chiesa di San Benedetto. Vasti sono gli apporti dei barocco a partire dalla metà dei XVII sec. e più ancora nel Settecento. Al primo periodo risalgono il palazzo del municipio, le chiese di San Filippo dei Collegio dei Gesuiti e di Santa Lucia alla Badia. Grande impulso ebbe, a partire dalla fine dei XVII sec., la costruzione dì edifici privati richiamanti H barocco pugliese. Il Settecento è contrassegnato inoltre dalla costruzione della chiesa dello Spirito Santo, da diversi rifacimenti (facciata dei duomo), dai palazzi Borgia-impellizzeri, Beneventano dei Bosco e dall'oratorio di San Filippo Neri. Nel 1988 è stato inaugurato il nuova Museo regionale archeologico di villa Landolina.

Noto, comune della Sicilia (21.704 ab.), in prov. di Siracusa, situato sulla stretta fascia costiera dello Ionio alle pendici dei monti Iblei. Il centro, sorto alla sinistra dei fiume Asinara, ha preso sviluppo nella zona a sud-est dei primitivo nucleo.

Un violento terremoto, nel 1693, distrusse per intero il centro, ricostruito poi nel luogo attuale, a 20 km ca. dalle rovine della Noto Vecchia.

Nei pressi dell'antica città sono state rinvenute necropoli sicule (tipica quella di Castelluccio) dell'età del bronzo (XVIII-XV sec. a.C.). Noto Vecchia fu centro greco, dipendente da Siracusa, poi colonia di diritto latino sotto Roma; durante la dominazione araba divenne capoluogo della regione chiamata appunto Vai di Noto.

Molti sono gli edifici dei Sette e Ottocento in stile barocco e alcune belle chiese della stessa epoca, costruite in pietra di tufo locale. Tra le altre si ricordano: quella di San Domenico (1727), con alte colonne sulla facciata; quella dei Carmine (1743), in stile rococò; il duomo dei Santi Mira e Corrado, che si innalza davanti a un’imponente scalinata; la chiesa dei Santissimo Crocifisso (XVIII sec.), nel cui interno si trova la bella statua della Madonna della Neve, opera di F. Laurana (1471).

 

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