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Catania, città della Sicilia (333.075 ab.), capoluogo. della prov. omonima (3552 km2, 1.035.665 ab.). Situata sulla costa orientale dell'isola, alle pendici meridionali dell'Etna e affacciata sul mare Ionio, quasi al centro dell'ampio golfo omonimo, è una delle più grandi e belle città d'Italia, favorita da una posizione e da un clima ideali, caratterizzata dal nobile e fastoso aspetto barocco dei suo centro storico. La provincia di Catania si estende dall'Etna ai monti iblei e dai monti Erei al golfo omonimo, comprendendo aspetti geografici molto vari tra loro, tra cui l'Etna, che è il vulcano più grande d'Europa, e la pianura omonima, una fertile piana formata dalle alluvioni dei Simeto e dei suoi affluenti, intensamente sfruttata a fini agricoli.

* Storia

Su un preesistente villaggio siculo, sorto in prossimità della foce dell'Amenano, venne a insediarsi, negli ultimi anni del VI I I sec. a.C., una colonia (gr. lat. Catina o Catana) dì Greci di Calcidia che avviò, in breve, un processo di notevole sviluppo. In contrasto con la vicina Siracusa a partire dal V sec. a.C., più volte occupata e distrutta nel corso dello stesso secolo e quindi, agli inizi dei successivo, conquistata dalla flotta cartaginese, Catania verso la metà dei IV sec. a.C. aveva già perso molte delle sue caratteristiche elleniche Occupata da Pirro e subito dopo da Roma (263 a.C.), conobbe un altro periodo di grande prosperità e di sviluppo edilizio e demografico, bruscamente interrotto da un'eruzione dell'Etna nell’Il sec. a.C, Municipio, fu poi sede dei più importante magistrato romano dell'isola fino alla tarda età imperiale, passando praticamente indenne attraverso il periodo delle invasioni barbariche fino alla conquista bizantina (535 d.C.). Per quasi quattro secoli la città, che resistette all'assedio arabo dei 900, fu uno dei principali porti ed empori dei Mediterraneo, centro di traffici con tutto H bacino orientale. Sede di un emirato arabo nel 1040, occupata nel 1071 dal normanno Ruggiero d'Altavilla, continuò a godere di grande prosperità fino alla metà dei XII sec. ca., quando venne distrutta da un terremoto. Ricostruita abbellita da Federico I I dì Svevia e favorita dai sovrani aragonesi (dalla metà dei XIV sec. agli inizi dei XV fu spesso sede della corte), che la dotarono della prima università della Sicilia (1434), fu centro di studi e di cultura fino alla dominazione spagnola, che determinò un periodo di generale decadenza economica e culturale.

Dopo le distruzioni naturali della seconda metà del XVI I sec., la città si riprese molto rapidamente e alla fine dei XVI I I sec. era di nuovo tra le più importanti dell'isola. Due successive insurrezioni, nel 1837 e nel 1848, prepararono CATANIA all'arrivo delle truppe garibaldine (1860). Nel 1943, durante la seconda guerra mondiale, subì gravi bombardamenti aerei e navali.

* Arte

Nonostante la grande eruzione dei 1669 e il successivo terremoto dei 1693, che distrussero completamente la città, si sono salvate importanti testimonianze artistiche delle epoche precedenti, a partire da quella romana (teatro e odeon, foro, le terme presso Santa Maria dell'indirizzo e sotto il duomo, quelle poi trasformate nella chiesa bizantina di Santa Maria della Rotonda, il carcere, la tomba e la cosiddetta casa di Sant'Agata). Ai periodo bizantino appartengono le piccole basiliche di Monte Po e dei Salvatorello, e gli affreschi della già citata Santa Maria della Rotonda. Arabo-normanne sono le absidi dei duomo, il transetto e le basi dei campanili mentre di tipica architettura federiciana è il castello Ursino, costruito (1239-50) da Riccardo da Lentini, per volere appunto dell'imperatore, con grandi torri cilindriche angolari. Frammenti di architettura gotica si ritrovano nel duomo, nel quale non mancarono apporti di epoca rinascimentale, che si rivelano anche nella decorazione dei castello.

Tuttavia è l'architettura barocca che ha dato la sua impronta vitale e caratteristica a tutta la città, sviluppandosi liberamente nella prima metà dei XVI I I sec. con precise tendenze che si richiamano a motivi diversi. Alla tendenza classicheggiante appartengono le chiese di Santa Maria di Gesù, di Santa Chiara, del Carmine, di San Nicolò, la più grande della Sicilia, e l'interno dei duomo; alla tendenza più tipicamente spagnolesca si richiamano l'esterno di palazzo Biscari, il convento di San Nicolò (A. Amato), l'arcivescovado e numerosi altri edifici. Spicca soprattutto, però, l'opera di G. B. Vaccarini, che realizzò la facciata e una fiancata dei duomo, le chiese di San Giuliano e dei monastero dì Sant'Agata, la fontana dell'Elefante, il complesso dì piazza dell'Università e il piano generale della via dei Crociferi, il cortile circolare dei collegio Cutelli. Tra gli altri architetti operanti nella seconda metà del secolo, citiamo A. Italia (chiesa dei Gesuiti e interni della collegiata) e SIRACUSA, (facciata della collegiata, di San Martino dei Bianchi, di San Placido e del collegio Cutelli, oltre alla chiesa della Santissima Trinità e alle piazze Mazzini e Palestro). Anche la scultura e la pittura di questo periodo hanno raggiunto momenti di particolare efficacia, soprattutto nella decorazione dei palazzi Asmundo e Biscari. Al XIX sec. appartengono, invece, la facciata dell'università, il completamento del duomo e il Teatro Bellini.

Il Museo civico, che ha sede nel castello Ursino contiene materiale archeologico, medievale e moderno nonché un importante medagliere con monete della Sicilia antica.

Etna o Mongibello, massiccio vulcanico della Sicilia orientale (3323 m ca.), massima elevazione dell'isola e il più alto vulcano attivo d'Europa (l'altezza è secondo le ultime rilevazioni, poiché è soggetta a variazioni continue dovute ai fenomeni che interessano la sua attività A 2942 m Vera un osservatorio distrutto nell'eruzione dei 1971 e ricostruito a quota 1881 m. Numerose le eruzioni verificatesi in epoca storica, tra le quali vantano un terribile primato quelle dei 1669, ritenuta la più catastrofica e che distrusse Catania stessa, e del 1693. Nello scorso secolo ne avvennero ben 14, mentre nel nostro ebbero particolare pericolosità quella dei 1950-51, quella del 1968, che distrusse vari centri abitati e quelle dei 1974, 1976, 1983 e 1992.

 

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