ASSOCIAZIONE SICILIANA CACCIA E NATURA
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Palermo, città della Sicilia (698.556 ab.), capoluogo della Sicilia e della prov. omonima (5016 kM2 1.224.778 ab.).Situata sulla costa nordoccidentale dell'isola, nel golfo di Palermo, tra il capo Zafferano e il monte Pellegrino, è collocata in una baia racchiusa all'interno da alcune alture (monte Grifone, 830 m; monte Cuccio, 1050 m). Nella sua attuale configurazione Palermo, non presenta più segni della sua remota origine, che risale alla dominazione cartaginese (Vi sec. a.C.). Rimasta quasi invariata in età romana, con la conquista araba (831) divenne la capitale di un potente emirato.

La provincia, estesa lungo il mar Tirreno (golfi di Castellammare, Carini, Palermo, e Termini Imerese), nella parte interna confina con le province di Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Enna e Messina. Vi fa parte anche l'isola di Ustica. Il territorio, tranne la limitata fascia pianeggiante costiera, è prevalentemente collinare e montuoso (Pizzo Carbonara, 1979 m). L'idrografia presenta torrenti di breve corso, diretti al mar Tirreno: Pallina, Imera Settentrionale, Torto ecc.

* Storia

Di probabile fondazione fenicia, Palermo, (gr. lat. Panormus) si trova citata a partire dal VI sec. a.C., quando i Greci di Sicilia tentarono invano di occuparla. Successivamente, per più di tre secoli, pur rimanendo nell'orbita fenicia (Cartagine ne fece il suo principale porto in Sicilia), accolse diverse immigrazioni di popolazioni greche. I Romani l'occuparono verso la metà del II sec. a.C., durante la prima guerra contro Cartagine, e invano quest'ultima tentò di riconquistarla (250: 247-43 a.C., assedio di Amilcare Barca).All'epoca di Augusto, Palermo, divenne colonia. Centro cosmopolita in età imperiale, sede dei pretori o dei proconsoli per la Sicilia, rimase ai Bizantini (535-831) dopo il disfacimento dell'impero d'Occidente e poi dei regni ostrogoti. Con la conquista araba dell'isola (IX sec.), Palermo, divenne uno dei più ricchi e fastosi centri dei mondi islamici, sede di un emirato aglubita che rivaleggiava con quelli della Spagna. Presa dai Normanni di Ruggero d'Altavilla nel 1072, la città divenne capitale dei Regno di Sicilia nel 1130 e tale rimase anche sotto la dinastia sveva; sia I sovrano normanno sia gli svevi e in particolare Federico li, la favorirono grandemente, facendone un centro economico assai florido, punto di incontro fra Oriente e Occidente, sede di industrie di lusso e di un vivacissimo centro intellettuale (in tutti i campi, ma in particolare nei campi letterario, artistico e scientifico).

Con gli Angioini, che dopo il 1266 trasferirono la capitale del regno a Napoli, per Palermo, iniziò un periodo di decadenza, cui la città tentò di reagire dando vita alla famosa ribellione dei 1282 (Vespri siciliani) e chiamando nell'isola, come antagonisti degli Angioini, i sovrani aragonesi che dal 1302 s’impossessarono definitivamente della Sicilia. I nuovi dominatori le preferirono, tuttavia Catania e Palermo, fu teatro (XIV sec.) di lotte tra le fazioni nobiliari, fra le quali primeggiò a partire dalla metà dei Trecento la casa dei Chiaramonte. (XV sec.) tornata ad essere il centro amministrativo più importante dell'isola, Palermo, dotata di numerosi privilegi dai dominatori spagnoli, conobbe un grande incremento demografico, che non andò tuttavia di pari passo con il suo sviluppo economico, il popolo di Palermo, ridotto in gravi condizioni di miseria, nonostante la città vivesse dello sfruttamento della provincia, diede vita nel 1647 ad una rivolta, capeggiata da G. Alessi e soffocata dal viceré spagnolo. Nel corso dei Settecento Palermo, subì, con tutta la Sicilia, le successive dominazioni di Vittorio Amedeo di Savoia (1713-20) e degli Austriaci (1720-36), per passare poi alla dinastia borbonica (dal 1736). A quest'ultima rimase fedele, ospitando la corte (1799, 1806), nel periodo di predominio francese nel Napoletano, dopo la Restaurazione, nell'ambito dei Regno delle Due Sicilie, fu ridotta nuovamente a città di provincia.

Attiva fu la partecipazione di Palermo, ai moti del Risorgimento nazionale (1820, 1848, aprile 1860), spesso improntata anche a ideali di autonomismo; il 27 maggio 1860 la cittadinanza accolse con entusiasmo i Mille di G. Garibaldi. Annessa dopo un breve periodo di governo provvisorio al Regno d'Italia la città non ha tuttavia mutato le sue caratteristiche di centro relativamente parassitario nei confronti della provincia, data anche la scarsa incidenza che vi hanno avuto le attività industriali e manifatturiere. Bombardata durante il secondo conflitto mondiale e ricostruita nel primo dopoguerra, Palermo, capoluogo della regione autonoma di Sicilia, deriva gran parte delle sue risorse economiche dal turismo italiano e internazionale.

* Arte

Il nucleo originario, costituito dal Cassaro (l'attuale centro storico), risale al primo insediamento fenicio nel VIII sec. a.C.: cinto da mura e situato su uno sperone roccioso, questo primo agglomerato urbano era percorso da una strada longitudinale e da strade ad essa perpendicolari. Una notevole espansione della città antica si verificò durante la dominazione araba (830 d.C.), con la costruzione di una nuova cinta muraria e con la creazione di nuovi quartieri, come l'importante quartiere portuale della Kalsa, sede dei governi e delle attività commerciali musulmane. Durante la dominazione normanna (X1-XIII sec.), il quartiere principale fu trasferito dal porto alla parte più alta dell’agglomerato urbano, la Galca, che fu ben fortificata con mura e torri. L'attività edilizia normanna già sviluppata nel corso del XI sec. (chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi), raggiunse nel XII sec. un notevole incremento, con una sintassi architettonica caratterizzata dalla commistione di elementi stilistici arabi, latini bizantini: oltre al Palazzo Reale (circondato da un parco con altri edifici, come la Zisa, la Cuba, la Cubula, il castello di Maredolce; all'interno della reggia è situata la bellissima Cappella Palatina, edificata nel 1132 da Ruggero Il e completamente rivestita di preziosi mosaici), si costruirono la cattedrale (1185, soltanto le tre absidi esterne risalgono all'epoca normanna, mentre la facciata e il portico, con il portale, furono rifatti nei secoli. XIV-XV in gotico fiorito) e diverse chiese (San Giovanni degli Eremiti Santa Maria dell'Ammiraglio, 1143- San Cataldo, 1160 ca.; Santo Spirito o dei Vespri, 1178 ca.).

Nel XIV sec. l'architettura gotica trovò la sua massima espressione in edifici civili (Palazzo Chiaramonte, 1307-80, palazzo Sclafani, 1330) e religiosi chiese di Sant'Agostino e dì San Francesco d'Assisi), mentre nel corso del XV secolo, già sì affiancava allo stile gotico fiorito catalano (palazzi Marchesi, Abbatelli, Aiutamicristo) la nuova sintassi rinascimentale portali decorati da D. Gagini). Nel XVI sec. l'assetto urbanistico non subì particolari mutamenti: si costruirono nuove fortificazioni bastionate e sì creò la passeggiata a mare. Determinante nel XVI I sec. il nuovo linguaggio barocco d'impronta romana, che segnò indelebilmente tutto il centro storico, dall'architettura religiosa (San Domenico, 1636; San Francesco Saverio e Sant'Anna, Il° metà XVII secolo, Santa Teresa, 1686), all'edilizia civile (complesso di Piazza Bologni, palazzi Bonaglia, Gangi e Comitini).Notevoli in questo periodo gli stucchi di G. Serpotta, influenzato da G. Bernini, per gli oratori dei rosari di San Domenico, di San Lorenzo, della chiesa di Sant'Agostino. Il processo di espansione verso l'esterno, già iniziato nel XVI secolo (ville baronali fuori Palermo), proseguì nel XIX secolo., soprattutto dopo il Regno d'Italia (di questo periodo la costruzione dei teatri Politeama e della stazione centrale), fino a diventare, una tendenza di sviluppo ormai incontrollata.

Ustica, comune della Sicilia (1188 ab.), in prov. di Palermo, costituito dall'isola omonima (8,1 km2), situata nel mar Tirreno, 67 km a nord dei capoluoghi. L'isola, di natura vulcanica (Punta Maggiore, 244 m), ha coste alte e frastagliate, clima mite e ventoso. Abitato in tempi remoti da Fenici, Cartaginesi e Romani, divenne nei Medioevo una base navale degli Arabi. Nel XI sec. fu conquistata dai Normanni. A partire dal XV secolo, i Saraceni la utilizzarono quale punto d’appoggio per le loro scorrerie. I Borboni, divenuti sovrani del Regno di Napoli, la occuparono nel XVIII sec. e la ripopolarono. Dopo l'unificazione d'Italia, Ustica fu trasformata in sede d’asilo coatto.

 

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