ASSOCIAZIONE SICILIANA CACCIA E NATURA
Home
Chi Siamo
Obiettivi
La Struttura
Cinofilia
Caccia e Natura
Ambiti T. Caccia
Cal. Venatorio
I Convegni
Itinerari Sic.
Leggi e Decreti
Notizie Utili
Tesseramento
In. Parlamentari
Indirizzi Utili
Dicono di Noi
Dicono di Loro
Risate a ...
Le Ricette
Tiro a Volo
Le Novità
A.S.C.N. Informa
Ricerca
Esami Venatori
La Nostra Pagina
linea.gif (1154 byte)

pr_tp.jpg (26660 byte)

linea.gif (1154 byte)

Armerie
Ambiti Territoriali di Caccia
Specie cacciabili presenti nella provincia

lineblu.jpg (1459 byte)

Trapani, città della Sicilia (69.497 ab.), capoluogo della prov. omonima (2460 km2, 426.710 ab.). Trapani, posta nel settore nordoccidentale dell'isola, di fronte all'arcipelago delle isole Egadi.

La provincia, estesa sulla cuspide occidentale della Sicilia, comprende anche le isole Egadi e Pantelleria. L'area pianeggiante è limitata alla breve fascia costiera meridionale, mentre predominanti sono le formazioni collinari, costituite da marmi e argille. Il mare nel tratto settentrionale penetra tra le terre a formare alcune insenature, come quella di Castellammare, del Golfo, di Cofano e di Bonagia, mentre nel tratto meridionale la costa corre in prevalenza bassa, sabbiosa e rettilinea. Il territorio drenato da modesti corsi d'acqua a regime torrentizio come il Nazaro, Bordino e Delia, ma il fiume maggiore è il Belice, proveniente dalla provincia confinante.

* Storia

Abitata fin dal Paleolitico superiore come attestavano manufatti ritrovati nella zona. Trapani, fu fondata probabilmente dagli italici Sicani e fu il porto di Erice. Occupata poi dai Greci che le assegnarono il nome falce, dalla forma della punta di terra che si protende verso il mare, sulla quale sorse), e dai Cartaginesi, fu insieme con Lilibeo la loro più salda roccaforte sulle coste occidentali dell'isola nel corso della prima guerra punica Nelle sue acque si combatté (249 a.C.) una grande battaglia navale fra i Romani guidati dal console Claudio Pulcro e i Cartaginesi di Aderbale, che si risolse in una pesante sconfitta per i primi, e posticipò di alcuni anni la conquista romana della città. Nonostante il lungo assedio postole dai Romani, Trapani, cadde sotto il loro dominio, solo all'indomani della firma del trattato di pace del 241, che poneva fine alla prima guerra punica. In epoca romana la città non ricoprii un ruolo di grande rilievo, perché subii la concorrenza della più munita base navale di Lilibeo. Conquistata dai Vandali (V sec.), poi dai Bizantini (535), TRAPANI, fu tra le prime città a cadere sotto il dominio degli Arabi provenienti dalle coste settentrionali dell’Africa (la metà dell’IX sec.). Durante la dominazione musulmana (IX-XI sec.) Trapani, ebbe un periodo di grande splendore economico: divenne uno dei centri di traffico più importanti dei Mediterraneo occidentale. Anche dopo t'arrivo dei Normanni (1077), la città conservò una caratteristica cosmopolita, con fiorenti colonie di arabi ed ebrei, mentre al suo porto confluivano mercanti di Pisa e Genova. Privilegiata dall'imperatore Federico li e poi dagli Aragonesi, per i quali si schierò all'epoca della guerra dei Vespro (1282-1302), Trapani, ebbe statuti particolari nel 1315, riconfermati nel 1398. Nel secolo successivo nuova prosperità portarono l'apertura e lo sfruttamento delle saline Un periodo di decadenza ebbe invece inizio nel XVI sec. a causa delle frequenti incursioni barbaresche, alle quali si cercò di porre un freno fortificando la città. Nel corso dei Seicento Trapani, risentì della generale crisi in cui versavano i domini spagnoli, ma mantenne la sua caratteristica di città marinara, con una popolazione dedita soprattutto alla pesca, all'artigianato e al traffico commerciale sulle piccole e medie distanze. I Trapanesi parteciparono nel 1820 e nel 1848 ai moti risorgimentali, e furono tra i più entusiasti sostenitori dell'impresa garibaldina dei 1860. A cavallo fra Otto e Novecento, la città ha avuto un riassetto urbanistico di vasta portata, connesso con la forte immigrazione di quegli anni; gravemente danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, Trapani. è stata in gran parte ricostruita.

* Arte

Tra i monumenti, i più antichi sono quelli di stile gotico (XIV sec.) comprendenti le fortificazioni del porto (torre Colombaia), alcune case, il cosiddetto "Palazzo» per antonomasia (con rimaneggiamenti cinquecenteschi e barocchi le facciate delle chiese dì Sant'Agostino e dell'Annunziata, parte della chiesa di San Domenico (campanile). Al XV e XVI sec., con evidenza dì motivi catalani e rinascimentali, appartengono, tra gli altri, i palazzi Pilati e della Giudecca e le chiese di San Michele e di Santa Maria di Gesù, oltre a consistenti apporti al complesso dell'Annunziata.Tra le costruzioni barocche ci sono alcune chiese (tra cui il duomo, di San Francesco, dei collegio gesuitico, dei Purgatorio, della Badia Nuova, ancora quella dell'Annunziata, di Santa Maria dell'itria), quasi tutte iniziate nell'ultimo scordo dei Seicento e completate, specialmente nella decorazione, nel Settecento, e i palazzi del municipio, dell'ospedale di Sant'Antonio, Mockarta e dell'ex collegio dei gesuiti

Lampedusa e Linosa, comune della Sicilia (5624 ab.), in prov. di Agrigento, nell'arcipelago delle Pelagie. Comprende, oltre alle due isole maggiori (Lampedusa e Linosa), anche l'isola di Lampione e quella dei Conigli. La pesca costituisce la risorsa economica fondamentale. Attive sono anche le aziende per la conservazione dei pesce. Notevole, e in via di ulteriore crescita, è il movimento turistico.

Marsala, comune della Sicilia (80,177 ab.), in prov. di Trapani, situato sul promontorio di capo Lilibeo, nel punto più occidentale dell'isola, di fronte al canale di Sicilia.

è l'antica Lilibeo, fondata dai Cartaginesi, nel IV secolo a.C.; gli Arabi, dopo averla conquistata (IX sec.), cambiarono il nome in quello attuale, derivato da Marsa Ali (porto dì Ali). I Normanni (X11 sec.) la fortificarono, e ne fecero un centro dì importanza strategica e soprattutto commerciale, funzione poi conservata a lungo, fino all'età moderna. Nel corso del Trecento si schierò a favore degli Aragonesi contro gli Angioini, ottenendo notevoli vantaggi. Nel XVI sec., dopo la decisione dell'imperatore Carlo V di ostruire il porto per difendere la città dalle incursioni dei pirati MAZARA conobbe un periodo di crisi economica, da cui uscì solo due secoli dopo, grazie al notevolissimo sviluppo delle attività enologiche.

L’11 maggio 1860 a Marsala, sbarcarono i Mille di Giuseppe Garibaldi dando inizio alla conquista del regno borbonico.

Medievali sono i resti delle mura e una catacomba con affreschi bizantini dell'X1-X11 sec., mentre al XVI sec. risalgono le chiese dei Carmine e di San Pietro; il duomo, di origine normanna, è stato rinnovato nel XVIII sec. con l'aggiunta della facciata barocca, completata solo nel 1956.

Nel nuovo Museo Archeologico sono conservati reperti dal Paleolitico al periodo romano, tra cui i resti di una nave punica.

Selinunte, (lat. Selinus), antica città della Sicilia, sulla costa sudoccidentale dell'isola. Fondata nel VII sec. a.C. dai Dori di Megara, divenne una delle più fiorenti città siceliote e raggiunse il massimo splendore nel V sec. a.C. Dominata dai Cartaginesi intervenuti nelle sue lotte con Segesta, ne fu distrutta nel 250 a.C. Notevoli i resti archeologici. Ancora in buona parte da esplorare è l'acropoli, le cui costruzioni più antiche risalgono al VII sec. a.C., e il cui impianto urbanistico è di tipo cartaginese. Vi sorgono anche alcuni dei celebri templi: i due templi gemelli O e A, in puro stile dorico, entrambi esastili e risalenti al 490-480, preceduti da un propileo; il tempio C, costruito sul punto più alto nella prima metà dei Vi sec. a.C., esastilo periptero con 17 colonne sui lati e con un gorgonèion fittile che ornava il centro dei frontoni; il tempio D, simile al precedente ma più corto (13 colonne sui lati). La cerchia delle mura, è uno dei principali complessi fortificati della Sicilia greca, secondo solo al castello di Eurialo a Siracusa, più volte riparata, comprende diverse porte d'entrata e torri quadrate. A nord dell'acropoli rimangono tracce della città vera e propria; a ovest invece sorgono 1 3 templi principali, che offrono un'esauriente panoramica dell'architettura dorica. Il tempio F, il più piccolo, della metà dei Vi sec. a.C., è esastilo, con 14 colonne sui lati e metope scolpite sul fronte est; il suo stilobate misura 61,83x24,43 m. Il tempio E, più a sud, del 480-460, è esastilo periptero con 15 colonne sui lati e uno stilobate di 67,82x25,33 m; probabilmente era posto all'interno di un recinto di cui abbiamo delle tracce. Il tempio G, detto anche Apollonion, seppure incompleto è uno dei più grandi dell'antichità: ha uno stilobate di 110,36x50,10 m, e le sue colonne, alte 16,27 m, hanno un diametro di 3,41 m. Octastilo, ipetro, con triplice ordine di colonne nella cella, fu iniziato nei primi anni dei V sec. a.C., ed è caratterizzato da una certa disorganicità strutturale. Il materiale con cui è stato costruito, proviene dalle vicine «rocche di Cusa», in cui si possono ancora vedere colonne e capitelli appena sbozzati nella viva roccia. A un km ca. dall'acropoli sorge il santuario di Demetra detta Maiaphòros: quadrangolare (50x60 m), circondato da un recinto che comprendeva diversi edifici sacri, risale alla metà dei VII sec. a.C.; in loco sono state rinvenute numerose iscrizioni e migliaia di statuette votive in terracotta. Nei pressi della città sono state localizzate anche alcune necropoli, con diverse migliaia di tombe, che hanno restituito vasi protocorinzi, corinzi e attici. Al Museo archeologico di Palermo sono conservate le sculture che ornavano i templi tra cui il celebre Efebo bronzeo dell'inizio dei V sec. a.C., e gran parte delle metope dei templi. La decorazione scultorea delle metope, offre un repertorio dell'arte greca dalle prime manifestazioni di stile dedalico (metope con Apollo e Artemide) a quelle del tempio C dal pieno arcaismo reso con un linguaggio locale, alle sculture dei tempio E che ricalcano gli schemi dell'arte severa.

Segesta, (lat. Segesta), antica città della Sicilia nordoccidentale, presso l'odierna Calatafimi. Di origine preistorica, ellenizzata dal V sec. a.C., lottò a lungo contro Selinunte, alleandosi con Atene (454 a.C.) e con Cartagine alla quale fu soggetta fino a quando passò ai Romani (263 a.C.). La città non era ancora stata oggetto di scavi sistematici. gli sporadici ritrovamenti comprendono alcune tombe, iscrizioni, un santuario dei VI-V sec. a.C., tratti delle mura. Nel IV sec. a.C., distrutta da Dionisio di Siracusa, fu ricostruita secondo una struttura regolare di tipo ippodameo. Il nome di Siracusa, è collegato soprattutto al teatro e al tempio. Quest'ultimo, posto fuori delle mura, risale alla fine dei V sec. a.C.; dorico, con 6 colonne sulla facciata e 14 su ogni lato, tutte senza scanalature, il tempio manca della cella: per questo si è pensato che si tratti di un semplice peristilio, delimitante un luogo per il culto all'aperto (altri ritengono che la costruzione sia stata interrotta all'arrivo dei Cartaginesi). Il teatro risale alla metà dei III sec. a.C.; circondato da un alto muro circolare, è costituito da 20 file di gradini. Non sono state rinvenute tracce della zecca, che a partire dal V sec. a.C. era certamente una delle più attive della Sicilia

Mazara del Vallo, comune della Sicilia (49.300 ab.), in prov. di Trapani, alla foce del fiume Mazaro, sul mare Mediterraneo. Viticoltura (produzione di vino Marsala) e pesca sono le attività economiche più importanti; l'industria è presente nei settori delle costruzioni navali e alimentare (molini, pastifici, oleifici).

Già al tempo della colonizzazione greca alla foce dei fiume Mazaro sorgeva un emporio commerciale che per la sua posizione strategica fu a lungo conteso tra Greci, Elimi (antica popolazione della Sicilia occidentale) e Fenici. Conquistata dai Cartaginesi nel 409 a.C. e quindi dai Romani, Mazara dei Vallo si sviluppò nel Medioevo, dopo che gli Arabi l'occuparono (827) e ne fecero un centro fortificato e capoluogo della circoscrizione amministrativa detta Vai di Mazara dei Vallo mantenne tale posizione di preminenza anche dopo la conquista normanna, avvenuta nel 1075 ad opera di Ruggero il Normanno. Sede vescovile dal 1093, nel 1097 ospitò il primo parlamento dei Normanni in Sicilia; fu città regia fino al 1531, quando riebbe statuto di città demaniale; nel XVII sec. decadde.

Mazara del Vallo conserva resti di uno scalo marittimo fenicio e di un castello dei 1071. Vi sorgono la cattedrale (1073 ca.), rifatta nel XVII sec. con campanile barocco, le chiese di San Nicolò Regale (X11 sec.), di Santa Caterina (1318), con facciata barocca, di San Michele (1637), i palazzi Vescovile e dei Cavalieri di Malta (XVII sec.) e la chiesa di Santa Veneranda (1714). Nei pressi di Mazara del Vallo si trova il cenobio di Santa Maria delle Giummare o della Madonna dell'Alto, del XII secolo

 

Precedente Home Su Successiva